Il racconto dell'ex difensore del Porto

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Non tutti i calciatori sono destinati a continuare la propria vita all'interno del mondo del calcio dopo ritiro, e José Carlos ne è un esempio. 61 anni, tra il 1991 e il 1996 ha giocato per il Porto conquistando ben 5 Campionati portoghesi, 3 Supercoppe e 1 Coppa di Portogallo ma oggi la sua quotidianità è molto diversa da quella vissuta sui campi da calcio.

Tornato in Brasile dopo l'esperienza in Europa, vive a Rio de Janeiro e lavora nel settore del riciclaggio, occupandosi del taglio e della vendita di ferro e acciaio, e a raccontare questa trasformazione è stato lo stesso ex calciatore, intervistato dal quotidiano A Bola.

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José Carlos, i successi con il Porto e i gol da difensore

Durante i 7 anni trascorsi al Porto, José Carlos ha contribuito a un ciclo ricco di successi, ma il suo rendimento non si limitava al lavoro difensivo: in 101 presenze con la maglia dei Dragoes ha infatti realizzato 25 gol, un bottino notevole per un giocatore del suo ruolo, che in quell'epoca calcistica, come spiegato anche da lui, non era un traguardo semplice per un difensore: "Ai vecchi tempi, noi difensori centrali salivamo nell'area avversaria quasi esclusivamente per i calci d'angolo".

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PORTO, PORTOGALLO - 21 FEBBRAIO: Una panoramica dei tifosi dell'FC Porto che sventolano bandiere e sollevano striscioni con l'emblema del club per formare una coreografia (TIFO), prima della partita di andata degli ottavi di finale della UEFA Champions League 2023/24 tra FC Porto e Arsenal FC all'Estadio do Dragao il 21 febbraio 2024 a Porto, Portogallo. (Foto di Michael Regan/Getty Images)

Ha poi messo a confronto le due epoche: "Oggi, invece, ogni singolo schema viene provato e riprovato, e sui calci di punizione saltano tutti. Guardate l'Arsenal, che sui calci piazzati è diventato una vera e propria macchina da guerra, o persino il Porto. Ai miei tempi non dedicavamo così tanto tempo a questo aspetto. La modernizzazione del calcio ha portato grandi benefici, offrendo ai difensori molte più opportunità di andare a segno".

Alla domanda sul José Carlos di oggi: "So che c'è un ottimo difensore centrale, titolare fisso nella sua nazionale: Bednarek! Sta sfornando grandi prestazioni, sia con la maglia del Porto che con quella della Polonia. Mi piace davvero molto, trasmette l'aria di essere un vero leader in campo. Un altro giocatore che apprezzavo tantissimo è Otávio, che ho avuto persino l'occasione di incrociarlo quando giocava nelle giovanili del Flamengo. Aveva una personalità incredibile, amava caricarsi la squadra sulle spalle e giocava un ottimo calcio".

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Sul record di gol battuto: "Ero molto abile nel calciare le punizioni, oltre a contare sul gioco aereo, dove me la cavavo altrettanto bene. Al Gil Vicente, in particolare, ho realizzato molte reti anche su calcio di rigore. Da un lato mi ha fatto piacere che altri giocatori del Porto abbiano superato il mio primato, perché è il segno evidente della loro crescita, ma dall'altro non nascondo un pizzico di dispiacere per non essere più il difensore centrale con il maggior numero di gol nella storia del club".

Infine, sulla sua nuova vita: "Sono originario di Goiás, ma vivo a Rio de Janeiro da quando sono tornato dal Portogallo. Lavoro nel settore del riciclaggio e del recupero di rottami metallici, un'attività completamente diversa dal calcio. In questo momento vi sto parlando mentre smantello vecchi treni abbandonati. Mi occupo del taglio e della vendita di ferro e acciaio. La vita va avanti".

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