El Pocho non è riuscito ad accettare la fine della carriera, entrando nel vortice della depressione

Per un atleta professionista smettere, all'improvviso, di praticare l'attività agonistica che lo ha accompagnato sin dalla tenera età è un colpo durissimo da accettare. Come se venisse smembrato di un organo vitale. Ezequiel Lavezzi, indimenticabile ala del Napoli e del PSG, subito dopo il ritiro non è riuscito ad accettare la fine del viaggio, entrando nel tunnel della depressione, riuscendo, fortunatamente, a uscirne grazie all'arrivo del figlio Vittorio.

Napoli v AC Milan - Serie A

La confessione del Pocho

In un'intervista rilasciata al programma "Fenomeni", condotto da Luca Toni per Amazon Prime Italia, Ezequiel Lavezzi ha raccontato il momento più buio della sua intera vita: "Ho sofferto di depressione, sono stato ricoverato in ospedale, sto prendendo farmaci e sto seguendo un trattamento. Mi sto riprendendo poco a poco. Quando ho smesso di giocare, c'era un vuoto, e nulla che lo colmasse. L'arrivo di mio figlio ha cambiato la mia vita, mi riempie di gioia e mi fa sentire vivo, mi ha dato la forza di continuare".

L'ex giocatore del Napoli è tutt'ora in riabilitazione per le crisi di ipomania associate a un disturbo cronico dell'umore. Si tratta di uno stato di alterazione dell'umore, caratterizzato da un aumento dei livelli di energia e di attività, spesso dovuto a euforia o irritabilità. In Argentina, casa del Pocho, ha fatto rumore una sua intervista, rilasciata recentemente, in cui aveva una sorta di tremore costante alle gambe.

Lavezzi
NAPOLI, ITALIA - 30 MARZO: Ezequiel Lavezzi prima della partita di Serie A tra SSC Napoli e Milan allo stadio Diego Armando Maradona il 30 marzo 2025 a Napoli, Italia. (Foto di SSC Napoli/Getty Images)

L'aiuto dei compagni

Come detto, Lavezzi è riuscito a mettersi alle spalle il periodo negativo grazie alla nascita del secondogenito Vittorio, avuto con l'attuale compagna Maria Guadalupe Tauro. Nel momento più delicato, racconta il Pocho, non sono mancati i messaggi d'affetto da parte degli ex compagni di squadra, come Messi, Aguero, Paolo Cannavaro e del suo allenatore, durante la campagna per i Mondiali del 2010 in Sudafrica, Diego Armando Maradona: "Maradona era un uomo eccezionale. La sera veniva nella nostra stanza a parlare con i giocatori, potevamo parlare di tutto con lui. Ho un'amicizia speciale con Messi, parliamo di molte cose, è una persona fantastica. Il mondo del calcio è sempre stato molto vicino a me, molte persone mi hanno sostenuto, come Messi, Agüero e Paolo Cannavaro".

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