La Serie A e la Serie B stanno offrendo spettacolo a qualsiasi latitudine. E tra una settimana tocca alla Nazionale seguire questa scia
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Il calcio italiano, nell'ultimo decennio e indipendentemente dalla categoria, è stato etichettato dagli addetti ai lavori, dai tifosi e dall'estero come un prodotto scadente, vecchio, stantio e di scarsa materia prima. I risultati, tragicomici, della Nazionale hanno ampliato come un megafono queste convinzioni. Eppure, lo spettacolo a cui stiamo assistendo da inizio stagione, nelle prime due categorie del pallone nostrano, è merito soltanto delle nuove normative arbitrali o c'è dell'altro?
Tra Serie A e B: la rivoluzione d'Orsato
Uno dei motivi, lampanti, che stanno favorendo risultati più rotondi, continui ribaltamenti di fronte e un'intensità degna della Premier League, è sicuramente legato alle nuove misure arbitrali, volute dal nuovo designatore degli arbitri di Serie A e Serie B Daniele Orsato. L'ex fischietto di Schio ha evidenziato un problema enorme della massima categoria del calcio italiano, sradicandolo alla radice: le continue perdite di tempo, non solo nei minuti di recupero, che spezzettavano il ritmo di gioco.Il countdown sulle rimesse dal fondo e laterali, oltre al minuto di penalità per chi chiede l'ingresso dello staff medico e per chi esce con estrema lentezza dal campo nel momento del cambio, stanno aumentando notevolmente i minuti di gioco effettivo e, come un'equazione matematica, questo comporta più occasioni da gol.
Spazio alla tecnica
Se le nuove indicazioni arbitrali hanno dato il loro contributo, anche una maggiore spregiudicatezza degli allenatori, nel senso positivo del termine, sta influendo nello scorrimento senza sosta delle gare, mai così avvincenti, incerte e piene di gol. Tutte le squadre, da chi lotta per i piani più alti a chi, invece, combatte per la permanenza in Serie A, stanno dando il giusto spazio ai giocatori più talentuosi che, meno di una stagione fa, marcivano in panchina per calciatori robusti e di legna.
Non è un caso che nelle prime quattro giornate, il numero dei gol realizzati sia cresciuto a dismisura rispetto alle più recenti annate. 104 sono stati i gol messi a segno in Serie B, con 2,6 di media a partita. 121, invece, in Serie A, con una media di 3,03 a sfida. Non si era mai segnato così tanto nella storia dei due campionati e, adesso, toccherà alla Nazionale di Roberto Mancini proseguire sulla stessa scia e puntare sui giovani talenti che tanto bene stanno facendo.
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