Premiato a Siviglia sul palco della "V Coppa Reyes", Monchi si è espresso sulla votazione del Pallone d'Oro: queste le sue parole

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Basta un accenno, un voto virtuale, per scuotere la delicatissima convivenza tra il Barcellona e la fazione blanquiazul dell'Espanyol. Lo ha imparato a proprie spese anche una figura navigata come Monchi, finito al centro di una tormenta ambientale per il voto del Pallone d'Oro 2026.

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Monchi, il voto a Yamal e la protesta dei tifosi dell'Espanyol

Tutto è cominciato a Siviglia, durante la cerimonia di premiazione della V Coppa Reyes. Chiamato in causa per il massimo riconoscimento individuale del panorama calcistico, il direttore sportivo dell'Espanyol si è sbilanciato senza troppa diplomazia, indicando Lamine Yamal come suo prescelto per la vittoria del Pallone d'Oro. Una presa di posizione netta che ha immediatamente acceso i tifosi dell'Espanyol, poco disposti a digerire l'elogio pubblico nei confronti della stella della rivale cittadina.
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Le scuse e la scelta "spagnola"

La risposta della piazza è stata così rumorosa da spingere il dirigente a rispondere per spegnere l'incendio. Ospite ai microfoni di "El Larguero" su Cadena SER, incalzato dalle domande del conduttore sul tema del premio, il direttore sportivo ha voluto fare chiarezza sulla propria posizione. Monchi ha spiegato di essere consapevole di aver acceso la polemica tra i tifosi dell'Espanyol, porgendo subito delle scuse a chiunque se la fosse presa. Il dirigente ha poi ricostruito la dinamica: messo di fronte a una scelta tra Kylian Mbappé, Harry Kane e Lamine Yamal appunto, Monchi ha spiegato di aver scelto d'istinto il connazionale. Da uomo legato all'Espanyol, ha subito ammesso che avrebbe dovuto fare un nome differente per non scontrarsi con il proprio ambiente.

TENSIONI ISTITUZIONALI NEL DERBY DI SIVIGLIA
SIVIGLIA, SPAGNA : Ramon Rodriguez Verdejo "Monchi", Direttore Sportivo dell'Espanyol (Foto di Angel Martinez/Getty Images)
Per ricucire lo strappo con la piazza, Monchi ha precisato che non ci fosse alcuna malizia o cattiveria dietro la sua affermazione. Ha sottolineato di aver compreso appieno cosa significhi il sentimento "perico", un'identità in cui ha dichiarato di essersi riconosciuto fin dal primo giorno e che ha imparato a conoscere per le strade della città. Nel rinnovare il proprio dispiacere verso chi è rimasto ferito nell'orgoglio, l'ex direttore sportivo del Siviglia ha concluso spiegando che, al momento in cui ha espresso quelle parole, stava indossando la bandiera spagnola anziché quella di un club. Un chiarimento necessario per ritrovare equilibrio e abbassare il baricentro delle polemiche attorno alla direzione sportiva.

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