Lo svedese critica gli uomini di Ancelotti dopo l'eliminazione agli ottavi di finale ai danni della Norvegia.
Prima la doppietta, poi la viking row: Haaland manda in estasi la Norvegia
Il Brasile saluta il Mondiale 2026 agli ottavi di finale:fatale la sconfitta per 2-1 agli Ottavi di finale contro la Norvegia. I verdeoro partivano con i favori dei pronostici e in molti si aspettavano il passaggio del turno senza particolari difficoltà, ma la formazione di Solbakken è riuscita a ribaltare qualsiasi previsione. Tra i commenti più critici ci sono quelli di Zlatan Ibrahimovic, che ha commentato, ai microfoni di Fox Sports, la disfatta degli uomini di Carlo Ancelotti.
Ibrahimovic boccia il Brasile promuovendo la Norvegia
I verdeoro sono stati clamorosamente eliminati dalla Norvegia. Per il Brasile si tratta di una vera e propria batosta: era da ben 36 anni che non venivano estromessi così presto da un Mondiale (l'ultima volta fu contro l'Argentina a Italia '90). La partita è stata decisa da una doppietta di Erling Haaland.
Nel corso dell'intervento, l'ex attaccante del Paris Saint-Germain ha criticato sia la prestazione della squadra che le sostituzioni del Ct Carlo Ancelotti. Al contrario, Ibrahimovic ha elogiato la strategia del tecnico Solbakken, ritenendo che le sue decisioni siano state importantissime sull'esito dell'incontro: "Il Brasile è una squadra che non mi ha convinto quasi per nulla, ma questa cosa l'avevo notata già dall'inizio della competizione, non gli ho mai visti così forti e uniti. Devo dire la verità, anche i cambi del mister mi hanno lasciato un po' spiazzato, nessuno ha prodotto qualcosa in più. Voglio fare i miei complimenti invece alla Norvegia e nella fattispecie al suo tecnico: i suoi cambi hanno dato l'effetto desiderato. In certi momenti mi sembrava che la Norvegia fosse il Brasile e che il Brasile fosse la Norvegia".
Inoltre, lo svedese ha paragonato i Vichingi alla Svezia che raggiunge il terzo posto nel Mondiale del 1994: "Quando il Leone ha fame mangia e questo lo si è visto in campo. I Vichingi erano più determinati, più coesi. Mi ricordano molto la Svezia del 1994, vedremo se potranno raggiungere quei livelli, il tempo ci darà le giuste risposte, ma posso dire che ci sono molte similitudini e sono davvero contento per questo".
Ibra comentou na TV sobre o legado que Neymar deixa após sua última Copa pelo Brasil.
— Doentes por Futebol ⚽ (@DoentesPFutebol) July 6, 2026
"Ele será lembrado como um grande jogador de futebol que se saiu muito bem no Barcelona, no PSG e também quando jogou no Brasil.
Mas também sempre ficará aquela sensação de que ele poderia ter… pic.twitter.com/QcT9DinAMi
C'era una volta il Brasile......e Neymar
Durante il suo commento, Ibrahimovic ha anche riflettuto sul cambiamento avuto dalla Nazionale verdeoro negli ultimi anni. Secondo il dirigente del Milan, il Brasile continua a rappresentare una delle pagine più importanti del calcio mondiale, ma non incute più il timore di una volta: "Il Brasile rimane una grande del calcio Mondiale, non potrei mai dire il contrario. Però vede una grande differenza tra la squadra di prima e quella di ora. Adesso non incute più il timore di prima, tutti se la giocano. Nessuno ha più paura di affrontarla".
Un altro tema toccato dall'ex bomber è Neymar, elogiandone il talento ma sottolineando come, a suo parere, avrebbe potuto raggiungere traguardi ancora più prestigiosi:"Conosco O'Ney, è un giocatore con una qualità immensa, sarà sempre ricordato come un grandissimo calciatore. Ha fatto bene sia a Parigi che a Barcellona, tutti ammiravamo il suo talento. Ha delle doti straordinarie, aveva tutte le qualità per vincere il Pallone d'Oro".
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