Eusebio Di Francesco, allenatore del Lecce, ha difeso l'hydration break: per il tecnico sarebbe un'introduzione sensata anche in Serie A
Il panorama calcistico è attualmente diviso dalle novità regolamentari applicate al Mondiale, in particolar modo per quanto riguarda l'introduzione del cosiddetto hydration break: ha sollevato non poche perplessità tra i puristi dello sport, ma ha trovato un sostenitore d'eccezione in Eusebio Di Francesco. Ai microfoni di Rai Radio 1, l'allenatore del Lecce ha analizzato la questione da una prospettiva puramente tattica, staccandosi dalle polemiche sollevate dalla maggioranza degli appassionati.
La critica dei tifosi sulle regole del Mondiale
La FIFA ha istituito questa pausa fissandola a tre minuti per ogni tempo di gioco. Ufficialmente, la misura è stata approvata per tutelare la salute degli atleti, permettendo loro di reidratarsi a fronte delle alte temperature. Tuttavia, la critica mossa da molti tifosi e addetti ai lavori evidenzia un intento molto più orientato al marketing: l'interruzione sembra infatti studiata per assecondare le abitudini del pubblico americano, il quale non è abituato a seguire eventi sportivi con frazioni di gioco così lunghe senza pause.
Il pensiero di Di Francesco
Mentre il dibattito si concentra sull'ingerenza del marketing nello sport, Di Francesco ha valutato la regola focalizzandosi sull'utilità pratica per chi siede in panchina. La possibilità di avere un "time-out" calcistico rappresenta uno strumento prezioso per riorganizzare la squadra a partita in corso. A questo proposito, il tecnico ha chiarito la sua visione rilasciando la seguente dichiarazione: "Ci sono aspetti commerciali che non mi interessano, ma dal punto di vista dell'allenatore invece può essere importante dire qualcosa alla squadra, interrompere la gara e dare indicazioni. A me non dispiace. Sono quelle innovazioni che inizialmente vengono criticate, ma poi verranno accettate da tutti quanti".Caricamento post Instagram...
Le regole attuali in Serie A
Le implicazioni economiche menzionate sono strettamente legate alla gestione degli spazi pubblicitari. Esattamente come avviene nel football americano, una sosta fissa di tre minuti garantisce agli sponsor e alle emittenti televisive l'opportunità di inserire blocchi pubblicitari massicci durante la gara, alterando la tradizionale fluidità del calcio europeo. Attualmente, importare l'hydration break in Italia significherebbe rivoluzionare un protocollo già in uso, ovvero il cooling break. Le differenze tra le due procedure sono sostanziali. Durante i Mondiali, l'hydration break scatta in modo del tutto automatico al 22' minuto di ogni tempo, con tre minuti di stop.
La Serie A, invece, adotta un criterio molto più restrittivo: il cooling break viene autorizzato esclusivamente se, nei novanta minuti che precedono il fischio d'inizio, la temperatura esterna raggiunge o supera la soglia dei 32 gradi. Inoltre, l'interruzione italiana avviene al 30' minuto della frazione di gioco e prevede una durata nettamente inferiore, limitando lo stop al tempo strettamente necessario per dissetarsi senza trasformarsi in una pausa tattica o commerciale strutturata.
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