Dopo la clamorosa uscita ai gironi, le tigri asiatiche rinnoveranno la struttura della nazionale: ora, bisognerà iniziare a cercare un nuovo allenatore
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La Corea del Sud non è riuscita a strappare il pass per accedere alla fase finale del Mondiale 2026. La nazionale asiatica partiva da una posizione di vantaggio nel girone A. Il primo gruppo della competizione intercontinentale è stato tra i più sorprendenti di tutti, guardando al risultato finale. Il Messico è stato una delle poche nazionali a concludere la prima fase a punteggio pieno (Francia e Argentina le altre), segnando 6 reti e subendone 0. Eppure, il girone contava squadre del calibro di Repubblica Ceca, Corea del Sud e Sudafrica (meno talentuosa ma ben organizzata in campo). Ad avere la peggio sono state le selezioni europee e asiatiche. I cechi hanno occupato il 4 posto con 1 solo punto e i coreani, dopo la vittoria all'esordio, sono incredibilmente crollati, non riuscendo a raggiungere nemmeno la qualificazione tramite il terzo posto.
Il CT della Corea del Sud annuncia le sue dimissioni
La nazionale coreana arrivava alla grande competizione con alte aspettative, dato che il Mondiale mancava da 12 anni. La rosa poteva contare su giocatori di grandi qualità come Kim Min-Jae (Bayern Monaco), Kang-in Lee (Paris Saint-Germain), Hwang In-Beom (Feyenoord), Hwang Hee-Chan (Wolves), Hyeon-gyu Oh (Besiktas) ed infine il capitano Heung-min Son, attualmente negli Stati Uniti. Dopo il 2-1 contro la Repubblica Ceca iniziale, le tigri asiatiche si sono sciolte contro Messico (perdendo per 1-o) e soprattutto contro il meno quotato Sudafrica (sempre una sconfitta per 1-0). Lo sconcerto per l'eliminazione è stato tale da far muovere il Presidente della Corea del Sud per aprire un'indagine sulla catastrofe sportiva.
Hong Myung-bo has announced his resignation as the manager of the South Korean national football team. pic.twitter.com/zbM5dWxEM8
— Korea Football News (@KORFootballNews) June 28, 2026
Così, nel pomeriggio, il CT Hong Myung-bo ha incontrato i media nella sala stampa di Guadalajara, sede del ritiro. Al suo secondo mandato con la nazionale (il primo era stato nel 2014, disputando un altro deludente Mondiale), l'ex difensore della nazionale ha deciso di dimettersi, assumendosi tutte le responsabilità del disastro e scusandosi con l'intera Corea del Sud.
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