Morata tra Mondiale, Real Madrid, Mourinho e una nuova vita

Yamal Spagna

Morata a duello con Lamine Yamal in allenamento: "Ragazzo, così si fa..."

Alvaro Morata, dopo un anno trascorso quasi interamente in panchina al Como, ha voluto rimettersi in gioco scendendo di livello, ma tornando vicino casa. Infatti, l'attaccante spagnolo ex Juventus e Milan ha accettato l'offerta del Leganes, club che milita nella seconda divisione del calcio spagnolo. Ha motivato questa scelta e la mancata convocazione al Mondiale ai microfoni di El Larguero' di Cadena SER.

Una nuova sfida

Non è da tutti i giocatori accettare l'avanzare dell'età che coincide, molto spesso, con una parabola discendente fisiologica. Alvaro Morata, nonostante il ruolo da chioccia all'interno dello spogliatoio giovane del Como, ha deciso di tornare in Spagna e confrontarsi con una nuova realtà al Leganés: "Penso sia un progetto fantastico, con un impegno molto forte da parte del club e della proprietà. È un progetto che sembra molto interessante. Non mi aspettavo nemmeno questa ondata mediatica. È un club che amo per come sta facendo le cose, per le persone che ci lavorano e l'atmosfera dello stadio".
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COMO, ITALY - JULY 31: Alvaro Morata del Como 1907 in azione durante Como 1907 contro FC Famalicao - Amichevole Pre-Stagionale allo Stadio Giuseppe Sinigaglia il 31 luglio 2026 a Como, Italia. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

L'ex Real Madrid ha deciso di intraprendere una sfida diversa da tutte le altre: "Prima di venire al Leganés, ho ricevuto un'offerta da un allenatore con cui ho un buon rapporto e che ha giocato in competizioni europee. E segnare 20 o 30 gol non avrebbe cambiato la mia vita, ma forse salire in Liga con questa squadra sì. È una sfida diversa. Le persone che mi amano mi ameranno sempre e chi non mi ama, non importa se vinca la Scarpa d'Oro, non lo farà comunque. Ho scelto il Leganés al posto di un progetto di Champions League, sì. Ma la mia Champions League è prendere una decisione che considero coraggiosa. Non voglio sembrare che sono qui solo per essere a casa. Sono qui per il progetto che hanno e perché spero di restare. E perché mi hanno mostrato che vogliono che io resti qui".

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L'accettazione del Mondiale saltato

Morata ha anche parlato del trionfante Mondiale della Spagna, a cui, però, non ha partecipato, nonostante fosse stato il capitano dell'Europeo vinto due anni prima: "Sono andato a New York quasi sentendomi parte di tutto ciò, perché ho visto molti giocatori che hanno iniziato a venire con me in Nazionale. Ero stato chiaro prima che Luis de la Fuente desse la lista. Siamo persone e alla fine una parte di te è vogliosa di esserci, c'è sempre speranza. E penso che avrei potuto contribuire al gruppo, creare una buona dinamica, ma anche per l'allenatore sarebbe stato più facile se non fossi stato lì. Immagina, inizi una Coppa del Mondo e tutti iniziano a chiedersi: cosa faccio lì? Meglio evitare quel rumore. E anche Borja e gli altri attaccanti se lo meritavano. Ho sempre detto del livello di Oyarzabal, così come di quello di Ferran. Ha segnato il gol che avrei voluto segnare e sono stato molto felice per lui. De la Fuente mi ha chiamato per dirmi che non sarei stato convocato. Penso fosse anche prima della prelista. L'ho ringraziato, gli ho detto che ho capito perfettamente e ho augurato loro tutta la fortuna del mondo".

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