L'ex palermitano si è affermato negli anni come uomo spogliatoio del club parigino: a confermare ciò, ci ha pensato l'ex compagno arrivato nella stagione 2015-2016
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Il Paris Saint-Germain bulimico e alla moda degli anni passati non esiste più. Negli ultimi anni, la squadra della capitale francese ha radicalmente cambiato impostazione societaria, facendosi guidare dal duo composto da Luis Enrique (come tecnico) e da Luis Campos (nei panni di DS). Il PSG ha così deciso di seguire ciecamente le direttive del proprio allenatore, che ha puntato poco sui nomi glamour e capaci di attirare appassionati da tutto il mondo, per cercare di acquistare giocatori più funzionali al suo progetto, capaci di versatilità, intelligenza e sacrificio. Per l'emiro è finita l'epoca dei Neymar Jr, Lionel Messi e Kylian Mbappé, mentre è iniziata quella dei Dembélé, Kvara e Ferran Torres. Con l'inizio delle campagne di acquisti stellari, il primo top player portato all'ombra della Tour Eiffel è stato Javier Pastore, proveniente dal Palermo.
Pastore e l'importanza nello spogliatoio del PSG
Il "Flaco" Pastore, è finito per trascorrere gran parte della sua carriera al Parco dei Principi. Nonostante una carriera terminata precocemente (2023 col Qatar SC) per via degli innumerevoli problemi fisici, l'argentino ha abitato a Parigi per ben 7 stagioni calcistiche. Il biennio palermitano, con l'esplosione nel 2010-2011, lo ha portato da Ancelotti per ben 43 milioni di euro, un'enormità per l'epoca calcistica in cui è avvenuto il trasferimento. A parte la prima stagione (16 reti in 43 match), Pastore ha sempre avuto qualche difficoltà ad affermarsi e consacrarsi ai livelli più alti, peccando di continuità. Tuttavia, ciò non gli ha impedito di diventare bandiera e uomo spogliatoio del club parigino.
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