A seguito di un meeting con gli arbitri Uefa, Rosetti critica l'utilizzo eccessivo del VAR

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A seguito di un meeting con la stampa europea per tracciare le linee guida per la prossima stagione calcistica il capo designatore degli arbitri Uefa: Roberto Rosetti critica l'eccessivo utilizzo del dispositivo che dovrebbe essere un aiuto e non un sostituto del direttore di gioco. Per andare incontro anche agli appassionati del calcio la Uefa ha creato un portale dove viene spiegato adeguatamente l'utilizzo del VAR e in che circostanze può agire. Il portale prende il nome di Clear Line.

Rosetti sottolinea come tra i vari campionati quello inglese sia il più fluido per quanto riguarda il calcio giocato avendo una soglia di chiamate VAR minore rispetto agli altri campionati europei. Un chiarimento importante è stato posto dall'italiano per le situazioni sui cartellini gialli, la mano davanti alla bocca e l'importanza dei capitani e sottolineando quanto il VAR sia utilizzato in modo eccessivo: "Non mi rende felice l’utilizzo eccessivo del Var: in questi ultimi tempi sta succedendo. L’ho visto nascere e vorrei che si tornasse all’utilizzo mirato di una volta: oggi, invece, succede che si vadano a cercare cose microscopiche. E non va bene. Se un episodio è macro, beh, lì ci deve essere l’arbitro. Serve tornare all’origine dell’intervento del Var. E servono arbitri più precisi, forti e coraggiosi per utilizzarlo meno".

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STADIO GIUSEPPE MEAZZA, MILANO, ITALIA - 10/10/2021: Roberto Rosetti, Chief Refereeing Officer UEFA, guarda prima della finale di UEFA Nations League tra Spagna e Francia. La Francia vince 2-1 sulla Spagna. (Foto di Marco Canoniero/LightRocket tramite Getty Images)

La paura degli arbitri di sbagliare: "È calcio non Playstation"

Rosetti evidenzia quanto gli arbitri abbiano il timore di sbagliare le decisioni di campo sfruttando in modo eccessivo la tecnologia: "Vedere che gli arbitri aspettano il Var, beh, non va bene. I direttori di gara devono essere decisionisti e non attendisti. Non è il Var ad arbitrare. La centralità dell’arbitro è sacra. L’arbitro dev’essere centrale, coraggioso, deve decidere, vedere bene. Ripeto: il Var non arbitra o riarbitra la partita, il Var è un supporto. È football, non Playstation".
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Focus importante sui cartellini gialli: "Se intervenisse sempre sui primi gialli sarebbe la fine: lì c’è la decisione da campo, sbagliata o giusta sia chiaro. Allora: per il primo giallo succede in caso di “scambio di persona”: se viene ravvisato, per esempio, uno “step on foot” sanzionato e non reale, dato da un altro giocatore rispetto a quello sul quale l’arbitro si è indirizzato, si toglie." per quanto riguarda i secondi gialli invece queste le sue parole: "Quest’anno si sono viste situazioni, anche in Italia con errori di secondo giallo non più ammissibili. Il primo giallo può capitare, sia chiaro, è una decisione di chi è in campo: ma il secondo è espulsione e quindi è inutile che dica che può interferire sulla partita in maniera netta".

Infine centrale il ruolo dei capitani: ". Bisogna riconsiderare la figura dei capitani. Con rispetto reciproco fra loro e gli arbitri, questo è necessario. Va spiegato tutto ma senza che si creino i capannelli e i raduni di massa attorno all’arbitro a sbraitare o gesticolare".

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