L'inglese nato nel 1985 ha vestito per un anno e mezzo la maglia dell'Inter e ha avuto modo di essere allenato da Antonio Conte
Derby anche in tv, Ashley Young a Jamie Carragher: "non ti piacerà, ma abbiamo vinto noi..."
Nel corso degli ultimi anni diversi giocatori hanno indossato la maglia dell'Inter e, tra questi, figura anche Ashley Young. L'ormai ex calciatore, infatti, è stato nerazzurro per un anno e mezzo, per la precisione dal mese di gennaio del 2020 e per tutta la stagione 2020/2021. Nella sua parentesi italiana, l'inglese ha vinto lo Scudetto ed aveva come allenatore Antonio Conte. Di conseguenza, il 41enne ha provato sul suo corpo gli allenamenti del tecnico. Del suo periodo con l'italiano, l'ex Manchester United ne ha parlato ad un podcast.
Inter, Young: "Conte faceva dei test per mettere alla prova il gruppo"
Durante il podcast High Performance, Young ha rilasciato diverse dichiarazioni e ha parlato degli allenamenti di Conte. Le sue parole: "Per me erano folli, ma penso che mi abbiano dato la possibilità di giocare fino a 40 anni. Abbiamo affrontato tante squadre a San Siro ed al 60esimo minuto noi volavamo e loro crollavano. Una volta, dopo una partita contro l'Atalanta, Gasperini è andato da Conte e gli ha detto: 'Io non so cosa facciate quando vi allenate, ma andate ad un ritmo doppio'". Con l'obiettivo di avere un gruppo compatto e trovare chi gli andava contro, Conte faceva anche dei test: "Ci dava appuntamento agli allenamenti, non si presentava e rimandava tutto. Questo era solo uno dei suoi test che usava per metterci alla prova".
In seguito, l'inglese ha continuato dicendo: "Faceva così per vedere se ci fosse qualcuno che sarebbe andato da lui a protestare o a rispondere male. Anche giocatori esperti che erano all'Inter da tempo volevano affrontarlo per parlargli. L'hanno fatto e poco dopo sono stati fatti fuori. Secondo me il punto di rottura arriva quando i giocatori pensano che si stia esagerando. Arriva un crollo e ci sono anche tanti infortuni. Penso che anche qualcuno dello staff arrivi a non vedere di buon occhio quei metodi, anche se Conte ha sempre gli stessi collaboratori che scelgono di restare con lui. I giocatori, invece, sono diversi perché parlano e si confrontano tra loro".
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