Le parole del giocatore del Tottenham

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Un infortunio grave va ben oltre il campo da gioco e mette a dura prova la forza mentale di un calciatore, e lo sa bene Dejan Kulusevski, che dopo 526 giorni lontano dai terreni di gioco è finalmente tornato a disposizione del suo club, il Tottenham. Il classe 2000 svedese ha vissuto un calvario durato circa 17 mesi, tra interventi chirurgici, ricadute e momenti in cui ha persino temuto di non poter più tornare a giocare a calcio, un pensiero che può incidere molto sui tempi di recupero e soprattutto sulla ripresa dell'attività sportiva. Tutto è iniziato nel maggio 2025, durante la sfida contro il Crystal Palace, nell'ultima giornata della stagione. Una lesione alla rotula del ginocchio destro che inizialmente sembrava meno grave, ma che si è trasformata poi in un problema molto più complicato. Dopo una prima operazione e diversi contrattempi, un secondo intervento nel marzo successivo ha finalmente aperto la strada verso il recupero.

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Kulusevski e il lungo calvario: il racconto del calciatore del Tottenham

A raccontare le difficoltà attraversate è stato lo stesso Kulusevski, che in un'intervista ai canali ufficiali del Tottenham ha ripercorso alcuni dei momenti più complicati della riabilitazione: "Era passato più di un anno e ancora non riuscivo a salire le scale come una persona normale. Dovevo giocare a calcio, quindi nella mia testa non volevo arrendermi, ma dovevo anche chiedermi cosa sarebbe successo se non avesse funzionato".

Tottenham Hotspur FC v Crystal Palace FC - Premier League
CHELTENHAM, INGHILTERRA - 11 MAGGIO: Dejan Kulusevski del Tottenham Hotspur riceve cure mediche prima di essere sostituito durante la partita di Premier League tra Tottenham Hotspur FC e Crystal Palace FC al Tottenham Hotspur Stadium l'11 maggio 2025 a Londra, Inghilterra. (Foto di Julian Finney/Getty Images)

La svolta è arrivata grazie a un fisioterapista in Svezia, che lo ha aiutato a ritrovare il controllo della gamba e a cambiare le sensazioni durante gli esercizi: "È riuscito a modificare il mio sistema nervoso e da quel momento tutto è sembrato diverso. Facevo gli esercizi e mi chiedevo: 'Ieri questo movimento mi faceva male, perché oggi non sento più dolore?'".

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Un miglioramento che ha restituito fiducia all'attaccante, tanto da spingerlo a condividere immediatamente la notizia con la moglie: "Sono andato nella stanza da lei e le ho detto che ce l'avrei fatta. Da quel momento è andata meglio. Sentivo ancora dolore, ma era diverso. Avevo di nuovo il controllo della mia gamba".

Poi ha parlato del percorso necessario per gestire il problema fisico: "È una storia incredibile. Sto iniziando a capire come gestire il problema, come prendermi cura del ginocchio e quali esercizi fare. Ogni sera, prima di andare a dormire, dedico un'ora allo stretching. Sto anche imparando a capire come posso dare il mio contributo alla squadra. Non ho paura, sono consapevole del lavoro che ho fatto e so che sarò pronto a giocare, il mio ginocchio è forte".

Infine, su De Zerbi: "Conoscevo già Roberto, è un allenatore davvero speciale e il suo arrivo ha reso tutto ancora più bello. Sono felicissimo di poter lavorare con lui e con il suo staff, perché sono persone con una mentalità diversa e mi piace confrontarmi con nuove realtà".

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