Nell'estate del 2020, Willian rifiutò il rinnovo proposto dal Chelsea per spostarsi all'Arsenal: dalla corte di Arteta alle tante difficoltà
Spettacolo ad Amburgo: 57.000 tifosi per l'amichevole contro il Copenhagen
Talvolta le promesse di un nuovo progetto tecnico non bastano a colmare il vuoto lasciato da un addio doloroso. Lo sa bene Willian, l'esterno brasiliano che decise di lasciare il Chelsea per giocare all'Arsenal. Intervenuto ai microfoni del podcast "The Obi One" in compagnia dell'ex compagno Obi Mikel, l'attaccante ha ripercorso quel trasferimento, ammettendo senza mezzi termini di aver commesso un grave errore di valutazione.
Il contratto e le promesse di Arteta per arrivare all'Arsenal
Nell'estate del 2020, l'attaccante brasiliano chiedeva al Chelsea un prolungamento triennale, scontrandosi con la ferma volontà del club di offrirgli un accordo di massimo due anni. In questo stallo si inserì Mikel Arteta, da poco arrivato sulla panchina dell'Arsenal, che fece il possibile per fargli sposare il suo progetto sportivo: "Arteta mi disse: 'Giocheremo così, giocheremo in questo modo. Voglio che tu sia il giocatore principale. Costruiremo la squadra intorno a te, e tante altre cose... Voglio darti le chiavi della squadra'. A 32 anni stavo pensando di rimanere altri tre anni a Londra. La mia famiglia adora Londra. Così ho deciso".
Caricamento post Instagram...
Willian, un amore mai sbocciato
Le alte aspettative, tuttavia, si scontrarono ben presto con una realtà profondamente diversa. Il rammarico del brasiliano col senno di poi è netto: "Ad essere sincero, sarei dovuto restare al Chelsea. Ma all'epoca pensavo che forse la soluzione migliore fosse andare all'Arsenal. Ho firmato un contratto triennale, ma non è stata una bella esperienza", ha ammesso. La rottura con l'ambiente dell'Arsenal si è consumata in tempi record. Willian ha spiegato le dinamiche e i pensieri di quei mesi turbolenti: "All'inizio, quando sono arrivato lì, ero felice. Ero motivato ad andare e ad esprimermi come facevo al Chelsea. Ma tre mesi dopo ho detto al mio agente: 'Voglio andarmene'. Ero frustrato. Perché, ovviamente, non sto dicendo che sia colpa sua, ma quando senti tante cose e poi entri nel club e le cose non sono come ti è stato detto... Ho detto al mio agente: 'Ho fatto un grosso errore' ".
Un bilancio amaro
L'incompatibilità tecnica e ambientale si è inevitabilmente riflessa sulle prestazioni in campo: nella sua unica stagione con la maglia dell'Arsenal, il brasiliano ha giocato 37 partite, con un solo gol a referto. Un'annata da dimenticare: "Quando ero lì, ho visto alcune situazioni che mi hanno fatto pensare. Non ha funzionato. Inoltre, è per questo che non riuscivo a giocare bene; non ero felice, e quando non sei felice, non puoi rendere al 100%. I soldi non comprano la felicità. Era il miglior contratto della mia vita, ma non ero felice", ha concluso Willian.© RIPRODUZIONE RISERVATA