Abodi chiede una revisione del sistema calcio italiano, puntando su formazione, vivai e valorizzazione dei talenti nazionali

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Il futuro del calcio italiano non può dipendere soltanto dal prossimo commissario tecnico della Nazionale. È questo il messaggio lanciato da Andrea Abodi, che alla vigilia dell'incontro con il nuovo presidente federale Giovanni Malagò ha indicato le priorità che, a suo giudizio, dovranno guidare la ripartenza del movimento. Per il ministro dello Sport il problema è molto più profondo e riguarda l'intero sistema: dai vivai alle infrastrutture, passando per la formazione tecnica e la crescita dei giovani calciatori. Un tema diventato ancora più centrale dopo le difficoltà vissute dal calcio italiano negli ultimi anni e la crescente presenza di giocatori stranieri nei campionati professionistici.

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Il messaggio adesso è chiaro: servono più italiani

Abodi non ha usato giri di parole quando ha affrontato il tema della valorizzazione dei talenti nazionali. Il ministro ha spiegato che la priorità deve essere quella di rafforzare il calcio italiano e non semplicemente aumentare la competitività dei campionati attraverso l'arrivo di giocatori provenienti dall'estero.

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ROMA, ITALIA - 6 marzo 2017: Andrea Abodi partecipa alle elezioni per il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), il 6 marzo 2017 a Roma, Italia. (Foto di Marco Rosi/Getty Images).

"Bisogna rafforzare il calcio italiano, non quello degli stranieri", ha dichiarato, una frase destinata inevitabilmente ad alimentare il dibattito. L'obiettivo non è chiudere le porte ai calciatori stranieri, ma creare condizioni migliori affinché i giovani italiani possano trovare spazio, crescere e diventare protagonisti sia nei club sia in Nazionale. Secondo Abodi, senza un investimento deciso sulla formazione, il rischio è quello di continuare a perdere terreno rispetto alle principali realtà europee.

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Malagò e la FIGC chiamati alle prime scelte

L'incontro previsto con Malagò rappresenterà uno dei primi momenti di confronto dopo l'elezione del nuovo presidente FIGC. Abodi ritiene che la discussione debba andare oltre il semplice tema del nuovo CT e coinvolgere l'intera struttura del movimento. Tra gli argomenti sul tavolo ci saranno i settori giovanili, il ruolo di Club Italia, la formazione tecnica e i meccanismi che premiano le società impegnate nella crescita dei giovani.

L'idea è quella di costruire un progetto di lungo periodo capace di produrre benefici concreti per tutto il sistema. Dopo anni di riflessioni e analisi, il ministro ritiene che sia arrivato il momento delle decisioni. E il messaggio lanciato alla nuova governance federale è chiaro: per tornare competitivi ad alto livello bisogna ripartire dai talenti italiani.

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