Una lunga carriera partita in Inghilterra e poi esplosa nella Roma per poi passare per Milan, Sampdoria e tante altre squadre

Biglia

Golazo di Lucas Biglia: punizione da mille e una notte in coppa di Turchia...

Fabio Borini dice ufficialmente addio al calcio giocato. L’attaccante ha annunciato sui social la fine della sua carriera da calciatore dopo la conclusione dell’esperienza al Salford e la scadenza del contratto al termine dell’estate. Una decisione accompagnata da un lungo messaggio, nel quale Borini ha ripercorso le tappe principali di un percorso iniziato quando era ancora giovanissimo e arrivato fino ai massimi livelli del calcio europeo.

Fabio Borini, Sampdoria

L'annuncio di Fabio Borini

La sua storia comincia nel settore giovanile del Bologna, prima del trasferimento in Inghilterra. Nel 2007, a soli 16 anni, Borini entra infatti nel settore giovanile del Chelsea. È proprio a quel viaggio verso Londra che l’ex attaccante ha dedicato l’inizio del suo messaggio di addio, ricordando le emozioni e le paure di quel ragazzo che partiva con tanti sogni ma senza sapere quale sarebbe stato il destino della sua carriera.

Dopo l’esperienza al Chelsea arriva la Roma, dove Borini si mette in evidenza nel calcio italiano. Nel 2012 il trasferimento al Liverpool, che lo acquista per 13,3 milioni di euro. Nello stesso anno arriva anche la sua unica presenza con la Nazionale maggiore italiana. Nel corso della carriera Borini veste inoltre le maglie di Swansea City, Parma e Sunderland, prima di tornare in Italia per giocare nel Milan e, successivamente, nell’Hellas Verona. Gli ultimi anni lo vedono invece protagonista in Inghilterra con il Salford, esperienza che si conclude con la scadenza del contratto e precede l’annuncio del ritiro.

Fabio Borini, Sampdoria
Fabio Borini, Sampdoria (Photo by Simone Arveda/Getty Images)

“È iniziato tutto con un volo. Grazie, Chelsea. Avevo 16 anni. Un volo trascorso interamente con le lacrime agli occhi, all'inizio del viaggio della mia carriera senza una vera destinazione, se non i sogni che volevo realizzare. Da quel giorno ho iniziato a costruire me stesso, senza sapere cosa ne sarebbe stato di quel ragazzo con una mentalità così forte. Ho iniziato a costruire i miei sogni nella mia testa e, in qualche modo, sono riuscito a trasformarli nella mia realtà. La stessa realtà che oggi cambierà per sempre. La realtà che ha plasmato il mio passato, il mio presente e il mio futuro".

"Oggi, proprio come quel giorno in cui ero seduto su un aereo diretto a Londra, provo le stesse emozioni pensando a ciò che mi aspetta. Paura. Felicità. Coraggio. Incertezza. Sogni. Successo. Passione. Sacrificio. Voglio ringraziare quel ragazzo che non ha mai smesso di credere. E l'uomo che sono oggi continuerà a credere nella prossima opportunità, questa volta senza un pallone tra i piedi, ma con la stessa convinzione. Sempre. Grazie, grazie calcio. Se oggi sono uomo è grazie a quel pallone”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti