L'inchiesta del caso che coinvolge l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi offre nuovi spunti e nuove accuse: la Procura ipotizza la frode sportiva
Festa albiceleste negli spogliatoi! L'Argentina ci crede "per l'ultima di Leo"
L'inchiesta che coinvolge l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi continua ad arricchirsi di nuovi elementi. Tra ipotesi investigative, ricostruzioni degli inquirenti e posizioni ancora tutte da chiarire, il caso è destinato a continuare far discutere la Serie A e tutto il calcio italiano.
Rocchi, le contestazioni della Procura
L'indagine della Procura di Milano sul sistema delle designazioni arbitrali entra ora in una fase delicata. Secondo quanto riferito nei mesi scorsi dai media e testate italiane, gli investigatori ipotizzano che Gianluca Rocchi avrebbe favorito la designazione di arbitri ritenuto "graditi" all'Inter in alcune gare della stagione 2024/25. Si tratta però, allo stato attuale, di un'ipotesi investigativa ancora tutta da verificare e che dovrà essere accertata con il proseguo delle indagini.
Tra gli episodi finiti sotto la lente figurano Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e il derby di Coppa Italia tra Milan e Inter del 23 aprile dello stesso anno. Gli inquirenti contestano inoltre una presunta violazione del protocollo VAR in occasione di Udinese-Parma, ma secondo l'edizione odierna del Corriere della Sera, le partite interessate si allargano e diventano quattro.
Le nuove indiscrezioni: sotto la lente anche Torino-Inter e l'ipotesi di frode sportiva
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il quadro accusatorio perciò si allarga e spunta anche una quarta partita che la Procura sta attentamente visionando: Torino-Inter dello scorso 26 aprile affidata all'arbitro Mariani, scelta che, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stata successiva "soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito". Rispetto alla precedente contestazione, i magistrati ipotizzano ora il reato di frode sortiva, sostenendo che Rocchi avrebbe agito in "concorso con esponenti della società sportiva Inter previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della FIGC", dimessosi ormai mesi fa.Come ricostruito da diverse testate, il fascicolo avrebbe preso avvio dall'esposto presentato dall'ex assistente arbitrale Domenico Rocca, che nel 2025 denunciò presunte anomalie nella gestione delle designazioni, delle graduatorie e di alcuni episodi legati all'utilizzo del VAR. Da quella segnalazione la Procura ha sviluppato gli approfondimenti investigativi che hanno portato agli avvisi di garanzia notificati nei mesi successivi. Fino a pochi mesi fa, nessun tesserato dell'Inter risultava destinatario di contestazioni dirette, ma saranno poi gli sviluppi delle indagini e l'eventuale acquisizione di nuovi elementi a chiarire se emergeranno ulteriori responsabilità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA