L'ex Roma traccia la strada verso la nuova stagione parlando degli obiettivi della squadra e del mercato estivo.
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Dopo aver conquistato la salvezza all'ultima giornata contro il Genoa nella passata stagione, il Lecce vuole riconfermarsi. La società salentina, nonostante alcune voci che lo davano vicino ad altre squadre di Serie A, riparte ancora una volta da Eusebio Di Francesco. A tal proposito, l'oramai esperto allenatore, ha concesso un'intervista alla Gazzetta dello Sport sottolineando alcuni aspetti chiave della sua squadra e dichiarando gli obiettivi della nuova stagione.
Mercato, Stulic e la fiducia nei giovani: Di Francesco a 360 gradi
Di Francesco è ritornato al Lecce a Giugno 2025, dopo una breve parentesi nel 2011. Il tecnico ha collezionato 40 panchine tra Serie A e Coppa Italia. I giallorossi hanno raggiunto la salvezza all'ultima giornata di campionato contro il Genoa, facendo così scattare il rinnovo automatico fino al 2028 per l'allenatore ex Sassuolo.
Durante la sua intervista, Di Francesco ha raccontato di essersi lasciato alle spalle un periodo piuttosto negativo dal punto di vista personale, spiegando di aver ritrovato la serenità dopo la salvezza conquistata: "Vivo tutte le stagioni con particolare apprensione, ma sono abituato a questo lavoro, anche se devo dire che quest'anno per diversi problemi personali, ho vissuto un'annata particolare. Ma sono contento di quello che abbiamo raggiunto con la squadra. Ho trascorso giorni a Dublino e poi a Pescara anche perché si è sposato mio figlio Federico e mia moglie voleva essere pronta".
L'ex Roma ha parlato anche delle esigenze della rosa, sottolineando come la formazione abbia ancora bisogno di alcune pedine in ruoli determinanti:"Ci stiamo guardando intorno, inutile negare che abbiamo bisogno di rinforzi. Siamo corti: in attacco hanno detto addio due giocatori e poi abbiamo assolutamente bisogno di un terzino destro che soddisfi le nostre richieste".
Inoltre il tecnico ha indicato i giocatori sui quali punta maggiormente in vista della prossima stagione: "Fidatevi di me, Stulic dimostrerà tutte le sue caratteristiche, sono sicuro di questa cosa. Il primo anno gli è servito tanto, è arrivato in un campionato diverso, ma avrà tempo di mostrare le sue qualità. Vi diro di più, penso che finalmente possa arrivare la consacrazione per Pierotti, punto tanto su di lui quest'anno. Potrà essere l'anno della svolta, lui lo sa e anche noi sappiamo di cosa è capace".
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Il cambiamento del mondo del calcio
Tra i vari temi affrontati dal tecnico abruzzese c'è anche quello dell'armonia che si respira all'interno dei ritiri delle squadre di calcio. L'allenatore dei giallorossi ha voluto precisare il cambiamento rispetto agli anni passati:"Adesso è tutto diverso, non c'è più quello spirito che si intravedeva prima. Ai miei tempi dopo il ritiro ci si fermava in hotel per giocare a carte o a biliardino, invece adesso sono tutti con i telefoni in mano e nessuno parla con il compagno. La società è cambiata, bisogna capire questo".Sulla situazione di Banda, l'allenatore ha voluto precisare che il suo pensiero si sposa perfettamente con quello della società: "Che ne penso del fatto che Banda non si sia presentato in ritiro? Sono completamente d'accordo con le scelte della società. Vedremo cosa accadrà in futuro, adesso sono concentrato solo sul Lecce".
L'evoluzione dopo l'esperienza con il Sassuolo
Nelle fase finali dell'intervista, Di Francesco ha voluto sottolineare i cambiamenti avuti dopo l'esperienza trionfale con i neroverdi. Il tecnico abruzzese ha conquistato svariati record con il Sassuolo: oltre ad aver raggiunto il record di punti nella stagione 2015-2016, ha conquistato una storica qualificazione in Europa League. A tal proposito, ricordando queste indelebili emozioni, ha detto: "Sono molto felice di quello che ho fatto in quel periodo. Ho cercato sempre di dare il meglio di me in tutto quello che faccio. Non è sempre facile riuscirci. Non sono più forse l'allenatore di una volta, anche se certi aspetti di gioco li porto ancora avanti. Amo gestire i giovani, il mio obiettivo è quello di farli crescere sempre di più".Infine una piccola analisi sulla finale dei Mondiali 2026:"Mi è piaciuta tantissimo la Spagna.Hanno meritato la vittoria, ha proposto un grande calcio con grandissime idee. Il loro calcio è diverso dal nostro, per noi conta solo il risultato e questa è una grande pecca del nostro calcio".
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