L'attaccante ucraino classe 2007 spera in un futuro migliore dopo i trascorsi turbolenti

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L'Empoli può contare sull'apporto del giovanissimo talento ucraino Bogdan Popov. Classe 2007, la sua storia passata è stata tormentata a causa del conflitto in essere tra la Russia e il suo Paese. Se oggi è in Serie B e ha cominciato a masticare un po' di italiano, lo deve alla sua famiglia che gli è stata sempre "vicino".

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Bogdan Popov, 19 anni, ha vissuto in tenera età quello che tantissimi altri adolescenti non vorrebbero e dovrebbero mai provare: la guerra. Eppure, al netto delle avversità, la sua storia oggi ha un lieto fine. Popov milita in Serie B con la maglia dell'Empoli e sogna un salto di categoria. Intanto, ancora prima delle 20 candeline, ha già siglato sei reti. Attaccante, con contratto in scadenza nel 2028, il classe 2007 ha spiegato quanto è stato difficile raggiungere ed ambientarsi ad Empoli e in Italia.
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EMPOLI, ITALIA - 25 FEBBRAIO: Tifosi dell'Empoli FC durante la partita di Serie A tra Empoli FC e SSC Napoli allo Stadio Carlo Castellani il 25 febbraio 2023 a Empoli, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

"Non ho incontrato per un anno la mia famiglia: l'Empoli ha pagato loro una vacanza cosicché potessero raggiungermi qui. Quando è cominciato il conflitto, sono prima fuggito in Polonia. In Italia, invece, sono arrivato grazie a un'amica con cui si è messa in contatto la mia famiglia. È lei che mi ha accolto". L'Empoli non è stata la prima società italiana in cui ha giocato, avendo fatto tappa intermedia in Liguria: "Ho giocato a La Spezia, però non sono stato tesserato a causa di questioni burocratiche. Proprio lì un procuratore mi ha notato".

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Da quel momento, dunque, la svolta della carriera di Popov. L'attaccante è sbarcato nel capoluogo di provincia toscano con pochissime competenze linguistiche. Studiare l'italiano è stato possibile grazie alla sua famiglia. "Non mi ha mai fatto mancare nulla. Oggi è in Ucraina e non ci vediamo da tanto. Era trascorso un anno senza che li vedessi prima del viaggio pagato dalla società". Se questo è il suo passato travagliato, il futuro professionale, e non solo, spera possa essere più sereno: "Divento sempre più forte e vorrei restituire qualcosa all'Empoli. Fatto ciò, mi piacerebbe giocare in Serie A o in Premier League". Ben più importante, però, è che "la guerra finisca, dato che la mia famiglia vive in una zona pericolosa".

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