L’ex centrocampista viola analizza il mercato, il caso Kean, l’arrivo di Mastantuono e il legame speciale tra Firenze e la sua squadra

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La Fiorentina è già proiettata verso una nuova stagione, tra aspettative, ambizioni e un mercato che continua a far discutere. Dopo un'annata ricca di alti e bassi, il mondo viola guarda avanti con la speranza di poter compiere un ulteriore salto di qualità, senza perdere di vista quanto accaduto negli ultimi mesi. Per capire meglio il momento che sta vivendo la squadra e le prospettive che si aprono all'orizzonte, abbiamo intervistato l'ex centrocampista della Fiorentina Sandro Cois. Insieme abbiamo analizzato la passata stagione della Viola, commentato le strategie del club sul calciomercato e riflettuto su quello che potrebbe essere il futuro della squadra. Nel corso della chiacchierata, Cois è tornato anche a parlare del profondo legame che ancora oggi lo unisce ai colori viola e alla città di Firenze, raccontando cosa rappresenti per lui la Fiorentina e cosa significhi averne indossato la maglia.

FC BARCELONA - AC FLORENZ 4:2

Sandro Cois, analisi di una stagione fallimentare

La scorsa stagione della Fiorentina è stata una delle peggiori degli ultimi anni. La Viola ha avuto una partenza horror, rischiando la retrocessione per gran parte del campionato. Come hai vissuto tutto ciò?

"Beh, l’ho vissuta molto male. Non me lo sarei mai aspettato. Avendo la Fiorentina scelto un allenatore esperto come Pioli, sinceramente mi sarei aspettato molto di più. Purtroppo è andata diversamente e la squadra, per parecchio tempo sotto la gestione Pioli, è stata molto sottotono e i risultati sono stati tutti negativi. Dall’altra parte, secondo me, la scelta di esonerare Pioli e prendere Vanoli è stata positiva, perché credo che, se la Fiorentina non avesse fatto questo cambiamento, ci sarebbe stata davvero la possibilità di retrocedere".

Uno dei più importanti elementi che sono mancati alla Fiorentina nella scorsa stagione, è stato il reparto offensivo. Da Piccoli e Kean, ci si aspettava di più. Credi che con l’arrivo di Grosso in panchina possano fare meglio?

Beh, assolutamente sì. Io spero che Moise torni sui livelli del primo anno, quando è stato devastante, non solo a livello di numeri, ma anche per le prestazioni: ha giocato partite davvero incredibili. Piccoli l’ho visto diverso in queste amichevoli e, secondo me, con Grosso potrà fare molto, molto meglio”.

ACF Fiorentina v FC Internazionale - Serie A
FIRENZE, ITALIA - 22 MARZO: Moise Kean dell'ACF Fiorentina reagisce durante la partita di Serie A tra ACF Fiorentina e FC Internazionale allo stadio Artemio Franchi, il 22 marzo 2026 a Firenze, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

La scorsa stagione di Kean è stata criticata anche per la Nazionale e per alcune vicende extracampo. Si parla di un interesse importante da parte del Como: secondo te dovrebbe rimanere in questa Fiorentina o rilanciarsi in un’altra squadra?

"Io rimarrei, ma credo che la volontà della Fiorentina sia proprio quella di tenerlo. Il problema, come sempre, è a livello economico, perché se il Como dovesse offrire una cifra importante, penso che la Fiorentina potrebbe lasciarlo andare, soprattutto se il giocatore avesse la volontà di fare un’altra esperienza e non rimanere a Firenze. Credo che la Fiorentina lo lascerebbe partire, ma il problema sarebbe poi trovare un sostituto, e non è assolutamente facile".

Sandro Cois su Grosso e sul calciomercato della Viola

Dopo il fallimento della gestione Pioli e la salvezza conquistata con Vanoli, la panchina della Viola è stata affidata a Fabio Grosso. Secondo te lui è l’uomo giusto per riportare la Fiorentina in Europa?

"Ma io credo di sì, perché le squadre di Grosso, in questi anni, hanno dimostrato che, al di là dei risultati sempre molto positivi, giocano a calcio e hanno un’identità ben precisa. Lui è molto bravo nella gestione del gruppo, è molto bravo anche a scegliere il momento giusto per dare profondità alla squadra. Però credo che, alla fine, se hai giocatori bravi dal punto di vista tecnico, tutto diventa più facile. E la Fiorentina sta facendo un grande mercato, quindi questo rappresenta sicuramente un grande vantaggio".

Fabio Grosso, Fiorentina
FIRENZE, ITALIA - 26 APRILE: Fabio Grosso, allenatore dell'US Sassuolo, osserva la partita di Serie A tra ACF Fiorentina e US Sassuolo Calcio allo stadio Artemio Franchi di Firenze, Italia, il 26 aprile 2026. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

Parlando di mercato, la lista delle operazioni in entrata della Fiorentina è molto lunga e recita nomi come Dragusin, Atta, Jiménez, fino ad arrivare a Franco Mastantuono dal Real Madrid. Cosa manca a questa squadra per colmare il divario con le big?

"Io credo che tutti gli acquisti fatti dalla Fiorentina siano stati mirati e importanti. Mancava qualità, mancava aggressività in mezzo al campo e sono arrivati giocatori di grande livello. Tra questi c’è un giocatore che a me piace molto per adattamento, capacità di inserimento e fisicità, che è Atta dall’Udinese. La Fiorentina ha lavorato bene anche a livello di reparti: ha preso João Mario, che è un terzino destro, e in difesa, dove secondo me l’anno scorso la squadra ha commesso parecchi errori, soprattutto per distrazioni, palle inattive e imbucate. Quindi penso che la Fiorentina sia a posto. Poi, se negli ultimi giorni di mercato ci sarà la possibilità di inserire qualcun altro, credo che il direttore Paratici non si lascerà sfuggire un’eventuale occasione importante".

Soffermiamoci su Mastantuono, che dovrebbe arrivare ufficialmente. Cosa pensi di questo giocatore? Potrebbe diventare un’operazione in stile Nico Paz-Como?

"Io penso che sia un talento incredibile. È un giocatore che può giocare come esterno offensivo, può ricoprire il ruolo di trequartista e può giocare anche da seconda punta. Quando vai a prendere un giovane di grande talento, secondo me hai fatto la scelta giusta. Spero veramente che possa essere il Nico Paz della Fiorentina, perché ha tutte le carte in regola per diventarlo. È chiaro che, quando arrivi giovane, devi avere anche la fortuna di trovare una squadra che ti supporti, che ottenga risultati e un allenatore che ti dia fiducia, come ha fatto Fabregas con Nico Paz. Ci sono tante dinamiche che devono incastrarsi. Non c’è assolutamente nulla da dire sul giocatore e sul talento. Poi scendere in campo, fare bene e trovare continuità sono aspetti per i quali bisognerà avere pazienza, aspettare e dare tempo al calciatore".

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Ad oggi, quali saranno secondo te gli obiettivi della Fiorentina nella prossima stagione?

"La squadra si è rinforzata tantissimo e, secondo me, è più forte rispetto all’anno scorso. Paratici ha messo e metterà ancora a disposizione di Grosso altri calciatori, quindi io mi aspetto una Fiorentina che possa tornare in Europa. Credo che questo sia l’obiettivo principale di quest’anno. Spero che la Fiorentina possa fare un percorso simile a quello del Como e tornare a disputare le coppe europee. Chiaramente il Como è stata una grande sorpresa, perché è arrivato a giocare la Champions League, e una sorpresa di questo tipo potrebbe esserlo anche la Fiorentina".

Cosa significa rappresentare la Fiorentina per Sandro Cois

Sandro, tu hai giocato nella Fiorentina dal 1994 al 2002, collezionando ben 218 presenze con la maglia viola. Cosa significa per te indossare quella maglia?

"La maglia della Fiorentina è una maglia che ti rimane dentro. I tifosi della Fiorentina sono un pubblico pazzesco e caloroso. Quando le cose vanno bene, ti sostengono e ti aiutano tantissimo; allo stesso tempo, sono i primi a riconoscere gli errori e a criticare quando qualcosa non funziona. Vivere Firenze e indossare la maglia della Fiorentina credo sia un orgoglio pazzesco per qualsiasi calciatore. La Fiorentina dei miei tempi è stata una squadra che ha regalato tante soddisfazioni ai tifosi. Abbiamo vinto tre trofei. Purtroppo, l’ultimo trofeo conquistato a Firenze è stato quello della mia Coppa Italia. In quel periodo abbiamo riportato la Champions League a Firenze e affrontato squadre come il Barcellona e il Manchester United, che proprio quell’anno della Champions League avrebbe poi conquistato il triplete. Abbiamo giocato contro squadre incredibili, riuscendo sempre a giocarcela alla pari con tutti. Mi piacerebbe rivedere quella Fiorentina lì".

FC BARCELONA - AC FLORENZ 4:2
BARCELLONA, SPAGNA - 22 SETTEMBRE: CHAMPIONS LEAGUE 1999/2000; FC BARCELLONA - FIORENTINA 4-2; Sandro COIS (Fiorentina), Patrick KLUIVERT (Barcellona) (Foto di Martin Rose/Bongarts/Getty Images)

Considerando proprio la tifoseria calda di Firenze, quanto può essere impattante per un giocatore arrivare a giocare in una città del genere rispetto magari ad altre realtà?

"Ma sai, è sicuramente molto impattante, perché il tifoso fiorentino vive di calcio: ha fame di calcio e ha fame di vittorie. Di conseguenza, secondo me, quest’anno, con i lavori di ristrutturazione dello stadio e con l’avvicinamento delle curve al campo, ci sarà un entusiasmo pazzesco. Sono molto positivo e fiducioso sui risultati che potrà ottenere la squadra".

ACF Fiorentina v US Sassuolo Calcio - Serie A
FIRENZE, ITALIA - 26 APRILE: Tifosi dell'ACF Fiorentina durante la partita di Serie A tra ACF Fiorentina e US Sassuolo Calcio allo stadio Artemio Franchi, il 26 aprile 2026 a Firenze, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

Sandro, se io ti dico la parola “Fiorentina”, qual è il primo ricordo che ti viene in mente?

"Se mi dici la parola "Fiorentina", il primo ricordo che mi viene in mente è la prima vittoria della Coppa Italia, a Bergamo, nella partita di ritorno. Ricordo le due di notte e 35.000 persone allo Stadio Franchi ad aspettarci. È un ricordo pazzesco, che mi è rimasto dentro e che, ancora oggi, solo a pensarci mi fa venire la pelle d’oca".

Il messaggio di Sandro Cois ai giocatori della Fiorentina

Se oggi Sandro Cois avesse la possibilità di entrare nello spogliatoio viola e avesse solo un minuto per parlare ai giocatori prima dell’inizio della stagione, quale sarebbe il messaggio che lascerebbe?

"Beh, il messaggio, sai, non è facile. Io punterei sulle solite cose che si dicono: onorare la maglia e rispettare la storia della Fiorentina, più che mai, perché quest’anno è il centenario del club. Quindi direi che, almeno dal punto di vista dell’impegno e dell’aspetto fisico, ogni calciatore che indossa la maglia della Fiorentina deve dare il 101%. Questo credo sia l’augurio che potrei fare a tutti i giocatori, nel rispetto dei fiorentini e di Firenze, cosa che, soprattutto nei primi mesi della scorsa stagione, non è successa".

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