L'ex calciatore racconta il nuovo corso dei club a lui cari, tra giovani talenti, strategie di mercato, ricordi di carriera e finale Mondiale
Messi, lo hai fatto ancora! Esultanza liberatoria e finale conquistata
Durante il pieno del calciomercato estivo, Damiano Zenoni è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare il momento di alcune delle squadre che hanno segnato la sua carriera. L'ex calciatore di Atalanta, Udinese e Parma ha parlato del nuovo corso dei nerazzurri dopo l'arrivo di Maurizio Sarri e delle prospettive della squadra bergamasca, soffermandosi anche sulle principali operazioni di mercato.
Nel corso dell'intervista, Zenoni ha analizzato anche il percorso delle sue ex squadre: dall'Udinese, protagonista di una stagione oltre le aspettative, al Parma di Carlos Cuesta, con un piccolo spazio legato alla nostalgia e al suo passato. Infine, un focus sul Mondiale e sulla finale tra Spagna e Argentina, con un pensiero sui grandi campioni in campo e su Lionel Messi.
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Zenoni, il punto sul mercato e sulla prossima stagione dell'Atalanta
Damiano, da bergamasco ed ex giocatore dell'Atalanta, come hai vissuto la stagione passata dopo l'addio di Gasperini, le scelte di Juric e Palladino?“Vedendolo da fuori l'inizio dell'annata non è stato certo quello che speravamo tutti noi tifosi. Con l'andare del campionato, le difficoltà si sono viste ma con l'arrivo di Palladino un po' le cose si sono sistemate. Devo dirti la verità: i tifosi atalantini sono stati abituati un po' troppo bene, forse perché negli ultimi anni con Gasperini abbiamo visto veramente una delle Atalante più belle che si siano mai viste. Poi, col cambio di allenatore, metodo diverso e magari qualche giocatore è andato via, qualche giocatore ha abbassato anche il livello, perciò qualche difficoltà era abbastanza evidente che si potesse trovare durante l'anno. Comunque si è arrivati ancora in Europa, perciò non è da buttare, anzi è ancora un traguardo che all'inizio dell'anno qualcuno avrebbe firmato, secondo me. Perciò si riparte sperando col piede giusto".
Adesso per la prossima stagione il nuovo mister sarà Maurizio Sarri. È la scelta giusta per dare comunque continuità al progetto bergamasco?
“Se la scelta sarà stata giusta lo diremo a fine stagione. Da tifoso, a me piace mister Sarri. Mi piace per come allena le squadre e per il calcio che giocano. È normale che poi devi avere anche i giocatori giusti. Però sicuramente bisognerà cambiare un po' modo di giocare. Con mister Sarri sicuramente cambia l'idea, perché il riferimento non è l'uomo, è la palla. Perciò secondo me bisogna dare tempo al mister di riuscire a far giocare un calcio diverso. Ma sicuramente i giocatori, secondo me, si metteranno a completa disposizione del mister, perché i risultati sono dalla sua parte. Io sono fiducioso, ripeto, perché mi piace il modo in cui interpreta il calcio il mister e sicuramente è un modo diverso e magari fa anche bene a tutto l'ambiente Atalanta”.
Parlando del mercato, l'Atalanta sembrerebbe aver battuto la concorrenza delle big europee per Alajbegovic e pare sia riuscita a trattenere Ederson dopo il mancato trasferimento a Manchester. Ciò dimostra un grande lavoro della società, soprattutto del nuovo DS Giuntoli. Cosa ne pensi?
"Per quanto riguarda Alajbegović, l'ho visto un po' ai Mondiali, l'avevo visto con l'Italia. È un giocatore giovane e con qualità enormi. Il campionato italiano però non è come gli altri campionati. O sei veramente bravo o bisogna avere un po' di tempo e rispettare un po' i tempi di crescita, per conoscere la lingua, il modo di giocare. Se l'Atalanta dovesse prenderlo è perché probabilmente ci vede lungo, come tante altre squadre che lo volevano. Aggiungerebbe un tassello soprattutto per il gioco di Sarri, sulla sinistra col piede invertito, un po' alla Zaccagni nella Lazio. Su Éderson, se dovesse rimanere a Bergamo sarebbe un tassello in più. È un giocatore bravo anche a inserirsi, ha qualità, corsa, fisicità, forza. Con l'arrivo anche di Gaetano in mezzo al campo, secondo me si alza la qualità del palleggio".
Credi che Scamacca e Krstovic saranno gli attaccanti ideali per il mister?
“Sì, penso che Scamacca e Krstović abbiano un po' qualità diverse, perciò dipende un po' dalle partite e da che cosa vuoi. Il grande punto di domanda è Scamacca perché dipende da come sta fisicamente. Se sta bene è un giocatore che fa un po' tutto. Sicuramente più bravo nella zona dell'area a rifinire l'azione, di testa è bravo, fisicamente è forte. Non è bravissimo, forse, nel giocare con i compagni e nel creare quegli spazi per gli inserimenti, però davanti sa fare un po' tutto. Krstović è un po' diverso. Scamacca non ha nulla da meno di tutti gli altri attaccanti italiani, perché ha dimostrato che, se sta bene, veramente fa la differenza. Poi a Bergamo l'abbiamo visto. Ecco, il punto di domanda secondo me è che parta col piede giusto e che non abbia infortuni che lo fermino troppo".
Il pensiero sull'Udinese di Damiano Zenoni
Anche l'Udinese è stata una tappa importante della tua carriera. La scorsa stagione è stata di alto livello ma durante il mercato ha già perso Atta e rischia di dover lasciar partire Zaniolo e Solet. In quel caso, la società riuscirebbe a rimpiazzarli a dovere?"Si, sono tre pedine importanti. Zaniolo è stata la vera sorpresa. L'ho visto anche a Bergamo ma si conoscono le sue qualità importanti. È un giocatore che forse non ha mai dimostrato le sue doti, togliendo l'ultima stagione a Udine. Si è visto il vero Zaniolo, quello che ricordavamo un po' ai primi tempi, anche alla Roma. Perciò sono contento che abbia fatto questa annata, e riconfermarsi è difficile. Se fossi suo amico gli consiglierei di restare perché è un ambiente che ti lascia tranquillo. Sai che devi pensare solo a giocare a calcio e basta e quando la testa è lì ha dimostrato di valere la Nazionale.
Sugli altri, Atta l'ha già perso e probabilmente perderà Solet. Ma ti dico la verità: l'Udinese è sempre alla scoperta di talenti che magari non si conoscono o si conoscono poco. Ogni anno trova sempre qualche giocatore straniero che viene da campionati minori e che nel giro di poco si confermano ad alti livelli. L'ha fatto proprio con Solet e Atta. Bisogna solo avere il tempo di aspettarli un po'e farli giocare. L'ambiente è perfetto perché non vi è molta pressione. Quest'anno la squadra ha fatto bene ed è proprio grazie ad una società seria che lavora bene nello scouting in tutto il mondo".
Zenoni, il Parma di Cuesta e Pellegrino
Ultima tappa fondamentale della tua carriera è stata Parma. L'hanno scorso la società ha fatto una scelta coraggiosa scegliendo Cuesta come allenatore. Lo spagnolo è stato confermato dopo la salvezza, credi sia la scelta corretta?"L'anno scorso ha dimostrato che è stata corretta. Penso che sia giusto scegliere di continuare con lui, perché se il Parma si è salvato in quel modo il merito è in gran parte suo. In pochi credevano in lui perché è un allenatore straniero, al primo anno come primo allenatore. Il Parma, per la rosa che aveva, ha fatto più di quello che mi aspettavo e perciò il merito è probabilmente in grande parte anche suo. Non è stata una squadra bella da vedere ma Cuesta ha capito i limiti della rosa e ha giocato un calcio essenziale. Ha portato a casa i risultati, che sono la cosa più importante. Cambierà il modo di giocare del Parma? Probabilmente no, se non arrivano giocatori che alzano il livello qualitativo. Ma se il risultato non cambia e arrivi ancora a salvarti va bene così. Sono contento che sia rimasto lui".
L'uomo chiave della salvezza del Parma è stato Mateo Pellegrino. La Juventus sembra molto interessata a lui, pensi sia pronto per questo salto di qualità?
"Si tratta di un grande balzo in avanti. Anche lui lo conoscevamo poco ma è stato uno dei principali punti di forza soprattutto davanti del Parma. Ha garantito qualità, quantità, fisicità, e questo è il campionato italiano. Il salto è grande quando vai a giocare in una grande squadra come la Juventus. Abbiamo visto tanti grandi calciatori che poi hanno fatto male in squadre top. se dovessero prenderlo, non sarà sicuramente uno dei tanti attaccanti che avrà nella rosa. Non so se la Juve andrà diretta su Pellegrino nel caso saltasse l'affare Kolo Muani. Avranno in rosa giocatori con caratteristiche diverse, per quello che servirà al mister. È difficile ma non impossibile”.
Un tuffo nel passato di Damiano Zenoni
Una domanda un po' più personale: ti chiedo di dirmi tre ricordi più belli della tua carriera, uno per l'Atalanta, uno per l'Udinese e uno per il Parma.“Per l'Atalanta penso che sia stato l'esordio in Serie A. Me lo ricordo con la Lazio, in casa: pareggiammo 2-2, con gol di mio fratello. È stato un bellissimo ricordo dell'Atalanta. Per l'Udinese, devo dirti la Champions, perché non l'avevo mai giocata. Giocare la Champions per un giocatore penso che sia il massimo, il top della propria aspirazione. A Parma ti dirò che ricordo volentieri la promozione dalla Serie B alla Serie A, perché non era scritta. Eravamo partiti anche in ritardo rispetto ad altre squadre e alla fine ce l'abbiamo fatta lo stesso. Anche se eravamo i favoriti, non è mai facile quando sei favorito: sappiamo quanto sia difficile. Perciò è stata una bella esperienza anche a Parma. Poi l'anno dopo, in Serie A, la continuazione dell'anno precedente. Questi sono forse i ricordi che mi legano a queste tre società”.
Il pronostico dell'ex Atalanta sulla finale del Mondiale
Domenica si giocherà la finale Spagna-Argentina. Chi alzerà la coppa secondo te?"Spero che la alzi la Spagna, perché mi piace come gioca. A me il calcio spagnolo piace particolarmente. L'Argentina, però, è tosta. L'abbiamo visto con l'Inghilterra: non ha mollato dal primo minuto e Messi ha messo pressione addosso agli inglesi. Non c'è stata storia. Probabilmente è stata anche fortunata, nel senso che è stata brava, perché nell'ultima mezz'ora l'Inghilterra ha aiutato a vincere la partita. La differenza è che la Spagna è squadra ma l'Argentina, senza Messi, non so quanto lo sia. Non ho mai avuto dubbi sulle qualità di questo ragazzo, però a quarant'anni pensavo facesse più fatica. Invece ha dimostrato ancora di essere il numero uno. Sarà una bella partita. Se devo dirti una squadra dico la Spagna, ma Messi vale tutto. Sarà una bella vetrina, tutta da gustare”.
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