derbyderbyderby calcio italiano ESCLUSIVA, Melli: “Il Parma non gioca il vero calcio di Cuesta. Allegri? Trovo strane le critiche”

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ESCLUSIVA, Melli: “Il Parma non gioca il vero calcio di Cuesta. Allegri? Trovo strane le critiche”

Melli
L'ex attaccante di Parma e Milan analizza il finale di Serie A: la crisi offensiva rossonera, il pragmatismo di Allegri e le qualità dimostrate da Cuesta alla guida dei gialloblu.
Felipe Cereser
Felipe Cereser

Con la sua doppia anima gialloblu e rossonera, Alessandro Melli ha parlato con DerbyDerbyDerby.it per analizzare senza filtri una Serie A a due velocità: il Parma che si gode una salvezza quasi conquistata, il Milan che arranca verso la Champions con un attacco in apnea. In questa intervista esclusiva, lui condivide anche una riflessione incuriosita su Carlos Cuesta e commenta il "pragmatismo" di Massimiliano Allegri.

Melli su Cuesta

Melli: "Al Milan manca l'attaccante. Su Cuesta..."

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Melli, ha indossato sia la maglia del Parma che quella del Milan. Due squadre che oggi vivono momenti diversi — il Milan a caccia della Champions, il Parma a difendere una salvezza quasi conquistata. Guardandole dall'esterno, cosa Le passa per la testa?

"Sicuramente sono due squadre che hanno vissuto fasti migliori. Parliamo comunque di due realtà diverse: alla fine il Parma è una provinciale, il Milan ha un collegamento europeo e mondiale di un’altra caratura. Credo che alla fine gli obiettivi — per una la salvezza e per l’altra la Champions — siano entrambi in linea. È logico che per i tifosi che hanno ammirato queste squadre in tempi migliori un po’ di amarcord ci sarà, però sono anche cicli storici che vanno e che vengono."

Veniamo al tema che tiene svegli i tifosi rossoneri. Nel 2026 gli attaccanti del Milan hanno segnato appena 8 gol: Pulisic ancora a zero in campionato quest'anno, Gimenez ai box per infortunio, Fullkrug che non ha convinto. Lei che è stato un centravanti di peso, cosa sta vedendo? È una crisi di uomini, di sistema di gioco, o mancano proprio le caratteristiche che servono per fare gol con continuità?

"Credo che al Milan sia mancato sicuramente l’attaccante. Molta gente può criticare Allegri per il suo gioco, che sicuramente è molto pragmatico, concreto e magari non proprio brillante per gli attaccanti. Però è anche vero che il palmarès degli attaccanti quest’anno non è stato all'altezza, un po’ per gli infortuni e un po’ probabilmente per un momento di appannamento di qualcheduno. Leão è stato collocato qualche volta in zona centrale, ma probabilmente lui non ama giocare in quella zona lì; questo ha fatto sì che, soprattutto nelle partite dove il Milan deve 'fare la partita' con le piccole, abbia fatto fatica. Ha fatto molto meglio quando ha giocato con le grandi squadre perché, in ripartenza, il calcio di Allegri e di questi giocatori si adatta di più."

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C'è un dibattito acceso attorno ad Allegri. Da un lato chi lo critica per il gioco troppo attendista e il 3-5-2 che non genera più occasioni; dall'altro chi dice: 'dategli un attaccante vero'. Il cambio al 4-3-3 contro l'Udinese ha prodotto uno 0-3 devastante. Come sta leggendo Lei il momento di Allegri? È un problema di modulo, di rosa, o di qualcos'altro?

"Su Allegri penso di aver già risposto: i numeri sono dalla sua parte come allenatore e il suo curriculum parla per lui. Chi ha preso Allegri sapeva benissimo che tipo di calcio ha sempre effettuato, dunque è strano che la gente o chi lo critica sia sorpreso. È il suo calcio, lo ha sempre fatto: può piacere o non piacere, ma ha sempre giocato così, anche quando ha portato a casa degli scudetti."

Parlando di allenatori che gestiscono situazioni difficili con risorse limitate, non si può non pensare a Carlos Cuesta a Parma. Lui ha ereditato una squadra privata di Bonny, Leoni e del suo stesso allenatore, eppure ha costruito qualcosa di solido. Come valuta il lavoro di Cuesta?

"Ecco, questo è un personaggio che mi incuriosisce, nel senso che non credo che la sua filosofia sia quella di effettuare il calcio visto al Parma quest’anno; sono sicuro che uno spagnolo non possa avere questo tipo di mentalità. Detto questo, secondo me ha dimostrato di essere una persona intelligente: ha visto che tipo di rosa aveva a disposizione e si è adattato lui alla rosa, facendo un calcio sicuramente non bellissimo da vedere ma molto concreto, basato su poche cose ma efficaci. Ha portato a casa la barca e non gli si può dire niente. Lo attendo a sfide future perché sono convinto che questo non sia il suo vero calcio; sarò curioso di seguirlo nel prosieguo di carriera e vedere dove può arrivare."

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Le previsioni: "Milan in Champions, Parma salvo"

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Il Milan ora affronta Verona domenica e poi il 26 aprile arriva la Juventus a San Siro — una partita che potrebbe valere un posto in Champions. La Juve è a soli tre punti di distanza. Come vede queste due gare? È ancora alla portata del Milan blindare il quarto posto, oppure il momento psicologico rischia di pesare troppo?

"Il Milan giocando col Verona, come ho detto prima, con le piccole squadre fa fatica e dunque potrebbe sicuramente trovare delle difficoltà. È anche vero che trova un Verona che potrebbe essere, non dico morto, ma in coma; visto che probabilmente le possibilità di salvarsi del Verona sono praticamente nulle o quasi nulle. È anche vero, però, che una vittoria a Milano potrebbe rilanciarlo. Dunque è una Champions ancora da giocare perché il Como è lì, è vivo e dunque anche la stessa Roma. Penso che Milan e Juve siano favorite, però il Como sta viaggiando su una nuvola e quando sei così puoi vincere ovunque. Poteva battere anche l’Inter, poi ha avuto un calo di tensione, ma è una squadra capace di fare risultati e vittorie utili da qui alla fine."

E il Parma? È a 8 punti dalla zona retrocessione, con Udinese-Parma sabato prossimo e poi Parma-Pisa il 25 aprile. Potrebbe festeggiare la matematica salvezza già nelle prossime due giornate. Lei che conosce quell'ambiente, quanto conterebbe per una piazza come Parma chiuderla in anticipo e godersi la fine di stagione con serenità? E cosa vede di speciale nel lavoro di questo giovane tecnico spagnolo Cuesta?

"Il Parma credo che sia salvo, salvo qualcosa di veramente clamoroso, un harakiri e risultati clamorosi di Lecce, Cremonese... ma è meglio sempre toccare ferro. Dunque direi che manca veramente poco al Parma; poi quando arriverà la salvezza può essere ogni domenica, però direi che è abbastanza tranquillo."

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Secondo Lei, il Milan chiuderà in Champions? E Le chiedo: il Parma che ha conosciuto, quello degli anni d'oro, avrebbe risolto il problema-gol dei rossoneri in modo diverso?

"Sì, credo che il Milan possa assolutamente andare in Champions. Ha tutte le caratteristiche e ha la classifica per andarci, dunque... però non deve abbassare la guardia. Noi eravamo un altro calcio, eravamo una squadra diversa e credo sia difficile fare dei paragoni. Sicuramente eravamo una squadra più completa, assemblata meglio: non a caso credo abbiamo fatto dei risultati che hanno fatto la storia del Parma Calcio e non solo, probabilmente per certi aspetti anche dell'Italia. Però fare paragoni diventa sempre difficile."