Ci sono partite che pesano più dei punti che mettono in palio. Sfide che, come sottolinea Massimo Paganin ai nostri microfoni, segnano il confine tra una stagione importante e una vincente. La vittoria dell'Inter contro il Como rientra esattamente in questa categoria: un successo che sa di sentenza. Tre punti pesantissimi che chiudono virtualmente la corsa Scudetto e certificano la maturità di una squadra capace di soffrire, ma anche di colpire nei momenti decisivi.
L'intervista
Massimo Paganin in ESCLUSIVA: “Como-Inter partita da titolo. Scudetto ormai deciso”

Dall'altra parte resta l'orgoglio di un Como sorprendente, capace di mettere in difficoltà i nerazzurri e di confermare quanto di straordinario costruito nel corso della stagione. Tutti questi elementi sono alla base di un'analisi più ampia sugli uomini di Cristian Chivu e su quello che sono stati in grado di fare nel corso della stagione. Infine, una battuta sull'Atalanta e sul percorso da allenatore di Raffaele Palladino.
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Paganin: "La vittoria dell'Inter a Como vale più di tre punti. Ma in Coppa Italia sarà diverso"
—Che sensazioni ti ha lasciato Como-Inter?
"É una di quelle partite che, nell'arco di una stagione, determinano se puoi vincere oppure no. Fare risultato in una partita simile é un ottimo segnale. Il Como ha giocato una buona gara e messo in difficoltà l'Inter. Poi chiaro, gli episodi e la qualità dei singoli giocatori fanno la differenza. Per l'Inter era fondamentale vincere questa partita e decretare, di fatto, la fine della stagione. Sono tre punti pesantissimi. Il Como ha fatto cose straordinarie quest'anno, lo ha dimostrato anche contro l'Inter. Però diciamo che lo Scudetto é ormai un discorso chiuso e se ne parlerà poco da qui a fine stagione".
Ti aspetti una partita simile del ritorno di Coppa Italia?
"Sarò una gara più difficile. Nella partita secca entrambe le squadre hanno tanto da perdere, quindi non credo che si sbilanceranno troppo, a differenza di quanto visto in campionato. In questo caso c'è un solo risultato utile a disposizione (nel caso dell'Inter due). La parte emotiva di una partita così importante può fare la differenza, così come l'ha fatta all'andata. Penso che nessuna delle due tenterà di andare all'arrembaggio. É chiaro che, con una qualificazione in ballo, cambiano certe dinamiche. Si gioca a San Siro, in casa dell'Inter, quindi non sarà facile per il Como.

"Nel match d'andata in campionato la squadra di Fábregas ne aveva risentito, almeno in parte, sotto questo punto di vista. Ci sarà un gran pubblico, é una semifinale di Coppa Italia: quindi é chiaro che la componente emotiva sia diversa. Credo che Fábregas in questo momento stia facendo fare degli esami alla propria squadra, per capire a che punto é nel percorso di crescita. Dall'altra parte, Chivu sta facendo la stessa cosa, lavorando anche su sé stesso. É la prima volta che si trova in questa situazione nella sua carriera da allenatore e ha già la possibilità di vincere uno Scudetto e strappare il pass per una finale di Coppa Italia. Per un allenatore giovane é un grande risultato e segna sicuramente il proprio percorso".
E ancora: "L'Inter si é conquistata la possibilità di disputare questa semifinale con il vantaggio di avere due risultati su tre a disposizione, ma dovrà guadagnarsi il passaggio del turno sul campo. Il Como non le regalerà nulla. Anche perché, a un certo punto, gli uomini di Fábregas inizieranno inevitabilmente ad attaccare, nel tentativo di andare a caccia della vittoria. Detto questo, l'Inter é sicuramente più abituata a giocare questo tipo di gare, quindi i nerazzurri spenderanno meno energie dal punto di vista emotivo. Dal canto suo, invece, il Como vive di grande entusiasmo. In ogni caso credo che l'Inter tenterà di far prevalere quella che é la pressione psicologica, cercando di farla pesare ai propri avversari".

Paganin: "L'Inter ha sempre vinto con le piccole. Questo fa la differenza nell'arco di una stagione"
—Come valuti la stagione dell'Inter?
"Direi che é una buona stagione, tolta la parentesi della Champions League. Ma torno a quello che ho detto prima: Chivu sta facendo esperienza e, da qualche parte, lo scotto si deve pagare. Il calcio internazionale é diverso da quello nostrano, ha dei ritmi e un'intensità importanti. Quindi può succedere che ci siano degli incidenti di percorso. Cambia poco da questo punto di vista: credo che l'Inter e Chivu stiano facendo il proprio percorso, cercando di capire il più velocemente possibile quello di cui c'è bisogno. Da parte di Chivu vedo una crescita continua. Per me é una buona annata, non ottima perché l'Inter ha fatto cose anche migliori nelle ultime stagioni. Di sicuro é ottima per Chivu, perché al primo anno credo che nessuno si aspettasse di vedere l'Inter con un vantaggio simile a questo punto della stagione".
In cosa possono migliorare i nerazzurri?
"Talvolta è mancata nell'equilibrio. Ha preso alcuni gol perché la squadra non era messa benissimo, però ci stanno lavorando. Le rotazioni dinamiche dei giocatori, portate avanti dal lavoro di Simone Inzaghi, sono alla base del gioco nerazzurro e permettono alla squadra di creare molto. Non a caso l'Inter é il terzo miglior attacco nei cinque principali campionati europei. É una squadra costruita bene e che ha dei buoni meccanismi. É chiaro che per migliorarla servono degli innesti di qualità e non é facile. Di sicuro, ci sarà qualcosa da cambiare nella prossima stagione, ma con le giuste aggiunte l'Inter sarà ancora il punto di riferimento nel prossimo campionato. C'è poco da migliorare: direi l'intensità, la qualità in certe situazioni e la capacità di stare dentro le partite. Ma questo lo puoi fare solo giocando partite di alto livello. Sto guardando i quarti di finale della Champions League e il livello é molto alto. Nel nostro campionato non é sempre facile avere quel tipo di intensità, velocità e qualità. Però Chivu sta lavorando molto su questi aspetto e, infatti, credo che i nerazzurri siano l'unica squadra, tra le big, ad aver sempre vinto con le piccole. Non ha mai avuto battute d'arresto e questo fa la differenza nell'arco di una stagione. Ancora più degli scontri diretti".

Poi la precisazione: "L'unica eccezione é quella dell'Udinese a inizio stagione. Una squadra che ha dimostrato di saper mettere in difficoltà anche altre big. Ma in ogni caso, credo che in quel momento Chivu stesse ancora prendendo le misure alla propria squadra. E infatti, dopo quell'unico passo falso, non é più capitato niente di simile".
Secondo te é una questione di abitudine o di interpreti?
"É una questione di abitudine, però mentre lo dicevo mi é venuto in mente il Barcellona, che é tutto fuorché una squadra equilibrata. Giocano sempre all'attacco e segnano tantissimo, trascurando un po' la fase difensiva. Per cui, forse, l'equilibrio é più che altro una questione di noi italiani, che vogliamo sempre essere precisi tatticamente, cercando di difendere nella miglior maniera possibile. Credo che Chivu abbia una mentalità più internazionale, che lo porta alla ricerca del successo prima ancora di pensare a non prendere gol. A mio avviso, l'Inter può migliorare nella fase di riaggressione, subito dopo aver perso palla. Sono piccole cose sulle quali sta già lavorando. Poi é chiaro che in questo anche gli interpreti fanno la differenza, perché la qualità dei singoli é determinante. Probabilmente l'unico reparto in cui non dovrà intervenire l'Inter é l'attacco, ammesso che nessuno dei quattro attaccanti voglia andare via. In difesa e a centrocampo servirà qualcosa, con innesti di qualità. Perché é vero che la corsa e l'intensità sono importanti, ma nel calcio moderno avere dei centrocampisti di qualità e in grado di fare la differenza é troppo importante. Quindi credo che quello sia il reparto in cui é necessario lavorare di più. Inoltre, l'Inter è una di quelle squadre che ama costruire da dietro e mettere in difficoltà gli avversari con la propria costruzione, quindi credo che anche da questo punto di vista andrà fatto qualcosa. Non sarà facile trovare dei giocatori con le caratteristiche giuste, ma l'Inter ha bisogno di inserire giocatori di questo tipo".

Paganin: "Palladino ci ha messo un po' a trovare la quadra. Sbagliato paragonarlo a Gasperini"
—Parlando di Atalanta, invece, cosa ti aspetti dalla partita con la Roma?
"É una partita molto importante. L'Atalanta ha perso con la Juventus, pur meritando qualcosa di più e facendo una buonissima gara. Forse si é svegliata un po' tardi. O meglio, Palladino ha avuto bisogno di tempo per trovare l'assetto ideale per i giocatori a sua disposizione. É stata una stagione un po' complicata per i bergamaschi, che si sono trovati a rincorrere le squadre davanti. Quella con la Roma diventa una partita determinante perché può alimentare le ambizioni dell'Atalanta di accedere all'Europa. Poi, in realtà, potrebbe riuscirci anche passando dalla Coppa Italia, perché la prossima settimana si gioca la semifinale di ritorno con la Lazio. Deve giocare su due fronti e ci può essere un dispendio di energie importante. Nelle prossime partite, si gioca la possibilità di accedere nuovamente alle competizioni europee. A prescindere dal risultato finale, però, non cambia il valore della squadra e il lavoro svolto dai Percassi, che hanno fatto un grandissimo percorso in questi anni. É un'annata nella quale si è inserito il Como, un po' a sorpresa, e ha tolto un posto importante per l'Europa. Ma é ancora tutto aperto per la squadra di Palladino. É vero, dovrà fare un percorso netto da qui a fine stagione e non sarà facile, considerando anche il calendario. Detto questo, i bergamaschi sono in grado di segnare e vincere contro chiunque".
Credi che Palladino sia il vero erede di Gasperini?
"Non credo si possa parlare di eredità. Lui ha preso questo sistema di gioco da Gasperini e lo ha reso suo. Al giorno d'oggi gli allenatori studiano molto i colleghi, alla ricerca delle soluzioni migliori per loro stessi. Può assomigliare un po' a Gasperini per certi aspetti, ma per altri é molto diverso. Non credo si debbano fare dei paragoni e cercare di vedere chi sia l'erede di chi. Palladino ha una sua identità precisa, pur avendo dei punti in comune con Gasperini. Ha fatto e sta facendo il suo percorso da allenatore, adattando quelle idee alle sue esigenze e cercando di migliorarle".
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