La Corte d’appello di Milano ha confermato la vittoria dell'attaccante argentino nella causa contro i suoi ex procuratori della NF Consulting
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Lautaro Martinez non dovrà pagare nessun risarcimento. La decisione è stata presta questa mattina dalla Corte di Appello di Milano che, dunque, ha confermato la sentenza del Tribunale di Milano del 2024. L'attaccante dell'Inter alla fine ha avuto la meglio contro i suoi ex procuratori. Una nuova grande vittoria stagionale dopo quelle di Serie A e Coppa Italia, ma quest'ultima ha certamente un valore molto più grande.
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Inter, Lautaro Martinez fa gol anche in Corte di Appello: nessun risarcimento agli ex procuratori
Lautaro Martinez "mette in bacheca la sua terza vittoria stagionale". La più importante. Dopo aver sollevato lo scudetto e la Coppa Italia, il numero 10 dell'Inter questa mattina ha vinto una lunga causa contro i suoi ex procuratori. La questione, come ricordiamo, riguardava un contratto di mandato relativo al trasferimento del calciatore argentino al club nerazzurro nel 2018.Lautaro Martinez vince anche in tribunale: niente risarcimento da 8 milioni di euro agli ex procuratori https://t.co/gp171JKNeZ
— Calcio e Finanza (@CalcioFinanza) June 3, 2026
Per questo gli ex agenti del calciatore argentino, del gruppo della NF Consulting, chiedevano un risarcimento di 8 milioni di euro, ma alla fine la Corte di Appello di Milan ha nuovamente rigettato la richiesta di questi ultimi dichiarando la nullità dell'accordo. Pubblicata il 28 aprile 2026, questa sentenza chiude così la vicenda in modo favorevole al capitano dei neroazzurri, assistito da un team di LCA Studio Legale composto dagli avvocati Federico Venturi Ferriolo e Nicolò Peri per l’area sportiva e da Gian Paolo Coppola e Giacomo Cioccarelli per il dipartimento litigation.
La difesa del calciatore ha dimostrato come il contratto, nonostante risultasse depositato presso la Commissione Agenti Sportivi FIGC, non era stato depositato nel rispetto della normativa federale e che inoltre era privo di alcuni requisiti essenziali richiesti dal Regolamento FIGC. Di conseguenza, i giudici di appello hanno dato ragione all'attaccante neroazzurro ribadendo che "queste prescrizioni non costituiscono meri formalismi burocratici”, ma garanzie sostanziali a tutela della trasparenza, della correttezza e della certezza dei rapporti sportivi.
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