Le sfide di Malagò alla presidenza della FIGC: le riforme del sistema calcio, il nuovo ct, la rifondazione della Nazionale.

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Il calcio italiano si avvia ad una doverosa rivoluzione: ieri l'assemblea elettiva della FIGC ha eletto Giovanni Malagò presidente della federazione. Lui punta a Conte nuovo CT della Nazionale e ad inserire Maldini nella posizione di direttore tecnico.

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Malagò eletto presidente della FIGC

Era una sfida a due quella per la presidenza della federazione. Ma Malagò ha vinto con molti più voti del rivale Abete. Le percentuali dicono 68,58% contro il 29,17% e un 2,25% di schede bianche. Si sono astenuti, per esempio, Lotito e Stirpe. Inizia quindi la presidenza di un uomo esperto, un profondo conoscitore dello sport italiano. Malagò, 67, anni ha alle spalle una lunga carriera da dirigente sportivo: parte dalla Canottieri Aniene per poi passare attraverso il CIO e la fondazione Milano-Cortina. Per ben 12 anni, inoltre, è stato il presidente del CONI.
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Italia, la rivoluzione è qui

Il compito che il nuovo presidente ha di fronte è di quelli a dir poco complicati. Risollevare il calcio italiano dal momento triste e difficile che sta vivendo e, in particolare, riportare la Nazionale ai suoi antichi fasti. Il primo punto all'ordine del giorno è quello più generale: le riforme. Malagò ha già fatto riferimento al problema del diritto di veto che troppo spesso ha bloccato lo sviluppo di importanti progetti. E qui serve, anche, la politica. Malagò lo sa perfettamente e giovedì incontrerà il Ministro dello Sport Abodi.

L'altro grande punto del programma è la rifondazione degli Azzurri. Serve un nuovo allenatore. Il nome in pole position, in queste ore, è quello di Antonio Conte che si è liberato dal Napoli e che già ha allenato l'Italia agli europei del 2016. Non solo: per la figura di direttore tecnico è sempre più certo l'arrivo di una leggenda del calcio italiano, Paolo Maldini. L'ex capitano del Milan è più vicino alla Nazionale rispetto a Conte che andrà convinto.

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