L'amore per Mourinho, la stima verso Chivu e la forza di Mbappé: a tutto Materazzi
Da Materazzi-Berlusconi a Kayne West: le "maschere" del derby di Milano
Materazzi di partite come Real Madrid-Inter, in programma questa sera alle 21:00, ne ha vissute tante e da protagonista con la maglia nerazzurra. Matrix, oggi semplice tifoso, ritroverà contro José Mourinho, a sedici anni da quell'abbraccio che ha chiuso l'anno più glorioso della storia dell'Inter. Il suo avvicinamento alla prima giornata della League Phase di Champions League ai microfoni della Gazzetta dello Sport.
Destino intrecciato
L'Inter torna al Bernabeu dopo quella magica notte del 2010, conclusa con l'addio di Mourinho e l'abbraccio con Materazzi. Ecco il ricordo dell'ex difensore: "Quel che ci siamo detti, a parte il mio “Vaffanculo, ci lasci con Benitez”, resterà per sempre fra noi. La cosa bella di José è che chi gioca per lui si sente 'uno di lui', in campo muore per lui. La cosa brutta è che viene rimpianto quando va via. Al Real c’è sempre fibrillazione e comunque a Mou un po’ di pepe non dispiace, lo aiuta a far tirare su le antenne a tutti".
E il cambio Lucca per Hojlund, Mourinho lo avrebbe fatto?: "Di sicuro, per non farsi schiacciare, non avrebbe tolto Hojlund che da solo tiene alta tutta la squadra e corre su tutti i palloni, per mettere - non me ne voglia Lucca - uno meno forte di lui". E l'Inter del 2010 avrebbe preso gol con quella disattenzione sulla rimessa laterale?: "Non sarebbe successo: a costo di farsi ammonire, José quella palla l’avrebbe rubata".
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La stima verso Chivu
Compagni di squadra nell'Inter del Triplete e ora suo tifoso numero uno, Materazzi elogia Chivu: "Cristian è così intelligente che non gli ho ancora sentito sbagliare un’intervista, anche se ogni tanto lo si vuole portare dentro le polemiche, tipo quella su Juve, Milan e gli scontri diretti: mica è così scemo da dire che il loro valore è inferiore a quello dell’Inter. La partita si deciderà a centrocampo, anche se dipende da come si metteranno loro: se tu giochi con i tre e loro con i due soltanto, possono andare in difficoltà".
Sui singoli, invece, non ha dubbi su chi sia il pericolo numero uno del Real: "Faccio il banale perché è la verità: Mbappé. E il Bernabeu". Sulla Thu-La: "Stimo tanto Pio, in questo gruppo può starci alla grande, ma non toglietemi Thuram: ha corsa, fisico, sente il gol, cambia le partite. Ed è palese che lui e Lautaro sono fatti per giocare insieme. Guardate come si abbracciano sotto la Nord dopo il 3-2".
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