La storia di Nicolò Tresoldi raccontata dall'ex allenatore ai tempi del Fontanelle

FC Internazionale Milano v Club Brugge KV - UEFA Champions League 2026/27 League Phase MD2

Il Brugge festeggia la vittoria contro l'Inter: applausi per Tresoldi

Nicolò Tresoldi aveva già iniziato ad attirato l'attenzione dei migliori club europei la scorsa stagione, dopo aver segnato 23 gol e fornito 7 assist in 58 gare totali, ma ha conquistato la scena internazionale con la tripletta realizzata a San Siro contro l'Inter in Champions League, ma prima di diventare uno dei nomi più chiacchierati del calcio europeo, l'attaccante del Club Brugge ha vissuto un percorso lontano dalle attenzioni di ora, iniziato sui campi del Fontanelle, società dilettantistica di Gubbio. Proprio da lì è partita la sua crescita, tra le prime esperienze con il pallone, la passione per il tennis e una serie di provini con alcune delle principali società italiane, che non hanno creduto fino in fondo nelle sue potenzialità.

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Tresoldi e gli inizi al Fontanelle: il ricordo della presidente

A ripercorrere i primi passi del centravanti sono stati Francesca Saldi, presidente del Fontanelle, e Marco Bedini, suo ex allenatore, che hanno raccontato a Gianluca Di Marzio il ragazzo conosciuto prima del trasferimento in Germania e dell'esplosione con il Club Brugge: "Nicolò è arrivato al Fontanelle perché suo padre giocava nel Gubbio agli inizi degli anni 2000 ed è stato con noi nelle stagioni 2015-2016 e 2016-2017. Poi a dicembre 2017, siccome la mamma lavora come assistente di volo e fu trasferita in Germania, lasciò l’Italia con la famiglia".

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MILANO, ITALIA - 13 OTTOBRE: Nicolo Tresoldi del Club Brugge KV ringrazia i tifosi mentre tiene in mano il pallone della partita dopo aver segnato una tripletta nella gara della seconda giornata della fase a gironi della UEFA Champions League 2026/27 tra FC Internazionale Milano e Club Brugge KV allo Stadio San Siro il 13 ottobre 2026 a Milano, Italia. (Foto di Marco Luzzani/Getty Images)

Ha poi parlato del carattere e del rapporto con gli amici del luogo: "È veramente una persona splendida, un ragazzo d'oro. Ancora oggi, quando torna a Gubbio, cerca gli amici con cui giocava a calcio qui. Esce sempre con lo stesso gruppo, non si è assolutamente montato la testa. Anzi, quest'anno, il 31 dicembre, ci ha fatto una sorpresa presentandosi all'allenamento insieme al padre. Quella mattina si allenavano i Giovanissimi e gli Allievi, e lui è venuto a trovarci. Si è fermato con noi per un brindisi".

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Poi l'ex allenatore, Marco Bedini, ha parlato di come sia arrivato a fare l'attaccante: "Sul ruolo bisogna fare un discorso particolare, perché la scelta di impiegarlo come centravanti è stata legata alla lungimiranza del padre. Secondo me, il vero artefice del suo successo è stato proprio lui, che ha saputo intravedere in Nicolò una prospettiva. Vederlo giocare e capire che fosse bravo era facile, quasi immediato. La parte più difficile era immaginare dove sarebbe potuto arrivare, perché, pur essendo un ragazzo dotato, fisicamente era un po' più piccolo rispetto ai suoi coetanei".

Infine, sui provini andati male: "Quando giocava qui al Fontanelle era andato a fare anche diversi provini con varie società italiane: Milan, Juventus, Atalanta, Bologna e Fiorentina. Tutte e cinque le società avevano detto che non era all'altezza, perché fisicamente non era portato, essendo più gracile. Quando si è trasferito in Germania, invece, è andato a giocare con l'Hannover. Loro hanno creduto subito in lui, tanto che ha esordito in prima squadra a 17 anni".

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