I viola stanno risorgendo dalle sabbie mobili, dopo un inizio di stagione da film horror: adesso i tifosi possono sperare

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La Fiorentina è uscita dalla sfida del Franchi contro il Napoli di Massimiliano Allegri con un 1-1 che può lasciare ben sperare in vista della sosta per le nazionali. Tre settimane rappresentano infatti un periodo sufficientemente lungo per permettere a mister Paolo Vanoli di lavorare sulla squadra e iniziare a costruire con maggiore continuità la sua idea di calcio. Alla ripresa del campionato sarà quindi possibile capire a che punto sarà arrivata la costruzione della nuova Viola, dopo una stagione complicata che aveva lasciato più interrogativi che certezze.

Dal caos iniziale alle idee di Vanoli: la Fiorentina cambia volto

L'inizio della nuova stagione non aveva certamente cancellato le difficoltà del passato. Il nuovo corso di Fabio Grosso si è rivelato particolarmente complicato e la squadra sembrava ancora alla ricerca di una propria identità, prima che il ritorno di Paolo Vanoli producesse una reazione che non è stata soltanto psicologica. Il cambiamento più evidente è arrivato infatti sul piano tattico, con una squadra capace di muoversi in campo seguendo principi molto più chiari.
ACF Fiorentina v SSC Napoli - Serie A 2026/27

La Fiorentina di Grosso era apparsa spesso priva di una struttura riconoscibile, mentre con Vanoli si è immediatamente intravista un'idea precisa, costruita sulle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Il sistema di partenza può essere letto come un 4-3-3, ma durante la partita si trasforma rapidamente in un 3-4-3 e, in determinate fasi, persino in un 3-5-2. Non si tratta però di semplici numeri sulla lavagna: sono trasformazioni generate dai movimenti dei singoli interpreti.

ACF Fiorentina v SSC Napoli - Serie A 2026/27
Alejandro Jimenez Sanchez della Fiorentina esulta dopo aver siglato il gol del pareggio nella sfida di Serie A tra Fiorentina e Napoli allo stadio Artemio Franchi (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Metamorfosi tattica

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il lavoro di Ranieri, che partendo dalla posizione di terzino poi agisce da braccetto, contribuendo così alla formazione della difesa a tre. Contemporaneamente Jimenez può staccarsi sulla destra e salire sulla linea dei centrocampisti, garantendo ampiezza e offrendo alla squadra una soluzione ulteriore nella costruzione offensiva.

Sul versante opposto, Njie rappresenta uno degli elementi più importanti del sistema di Vanoli. Il giocatore mantiene una posizione larga sulla sinistra, creando ampiezza e dando alla Fiorentina una presenza costante sulla fascia. Dall'altra parte, invece, Mastantuono tende maggiormente a rientrare verso l'interno, cercando la conclusione e occupando gli spazi centrali.

Proprio questo movimento permette di liberare la corsia per le incursioni di Gimenez, che può attaccare lo spazio e sfruttare le proprie sovrapposizioni. Il risultato è una struttura offensiva nella quale i movimenti dei singoli non sono più casuali, ma servono a creare spazi e a valorizzare le caratteristiche dei compagni.

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Fagioli torna al centro: equilibrio e qualità in mezzo al campo

Un altro elemento centrale del nuovo corso riguarda Fagioli, tornato ad avere un ruolo importante nella costruzione del gioco. La sua presenza al centro del centrocampo permette alla Fiorentina di avere un giocatore incaricato di dettare i tempi e collegare i diversi reparti, dando maggiore ordine a una squadra che in precedenza aveva mostrato difficoltà proprio nella gestione delle distanze.

Anche il ruolo della punta cambia a seconda delle caratteristiche dell'interprete scelto da Vanoli. Pellegrino offre soprattutto un riferimento offensivo utile nel gioco di sponda e nel gioco aereo, mentre Beto può garantire un tipo di attacco differente, maggiormente orientato alla profondità e alla verticalizzazione. Due soluzioni diverse per uno stesso sistema, che permettono all'allenatore di modificare le caratteristiche dell'attacco senza necessariamente rinunciare alla propria struttura.

La nuova Fiorentina nasce dalle caratteristiche dei suoi giocatori

Il punto centrale del lavoro di Vanoli sembra essere proprio questo: non imporre un sistema rigido indipendentemente dagli interpreti, ma costruire un'organizzazione tattica partendo dalle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Tattica, equilibrio e fantasia vengono così messi insieme all'interno di un sistema nel quale ogni movimento ha una funzione precisa.

È anche per questo che la crescita mostrata dalla Fiorentina nelle ultime partite non è casuale. La squadra ha iniziato a mostrare una maggiore identità e soprattutto una maggiore complementarità tra i propri interpreti. Restano naturalmente da valutare tutti quei giocatori che finora hanno trovato meno spazio e che potrebbero diventare importanti nella seconda parte del percorso.

Il pareggio contro il Napoli, in questo senso, assume un significato particolare. Non rappresenta certamente la conclusione di un processo, ma può essere considerato un ulteriore segnale di una squadra che sta iniziando a trovare una propria direzione.

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La sosta arriva nel momento giusto: Vanoli può costruire le fondamenta

Per la Fiorentina la pausa per le nazionali arriva quindi in un momento particolarmente utile. Dopo un mercato che aveva alimentato grandi aspettative e un avvio di stagione decisamente al di sotto delle attese, Vanoli avrà finalmente la possibilità di lavorare con maggiore continuità sui meccanismi della squadra.

Tre settimane possono permettere all'allenatore di consolidare i movimenti, migliorare le distanze tra i reparti e rendere ancora più automatiche quelle trasformazioni tattiche che contro il Napoli hanno già mostrato alcuni risultati interessanti. L'obiettivo sarà trasformare le intuizioni viste nelle ultime gare in meccanismi sempre più oliati, con giocatori capaci di interpretare i propri compiti senza perdere la libertà necessaria per esprimere le proprie qualità.

Il rinascimento fiorentino, dunque, è cominciato: adesso non resta che aspettare la ripresa del campionato per capire quali saranno i miglioramenti concreti dopo il lavoro svolto durante la sosta. Se la squadra riuscirà a mantenere questa direzione, rendendo sempre più complementari i propri interpreti e consolidando le idee di Vanoli, allora il nuovo corso potrà davvero entrare nella sua fase più interessante.

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