Dall'arrivo a Milanello al suo primo gol al Milan: il brasiliano si racconta.
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Alexandre Pato è stato uno degli attaccanti capaci di far innamorare numerosi tifosi sin dai primi passi della sua carriera. Il brasiliano è arrivato al Milan con l'etichetta del "predestinato"avendo tutte le caratteristiche per essere il centravanti perfetto: tecnica, velocità, abilità nell'uno contro uno e cecchino sotto porta. A bloccare la sua crescita, però, sono stati i molteplici infortuni fisici. A tal proposito, in un'intervista concessa ai Canali della Serie A, ha parlato della sua scelta di vestire la maglia rossonera ripercorrendo alcuni annedoti del suo percorso.
L'arrivo al Milan: le parole di Pato
Alexandre Pato arrivò al Milan nell'estate del 2007 dall'Internacional di Porto Alegre per una cifra vicina ai 22 milioni di euro. Appena diciot'enne, il brasiliano si trovò in una situazione completamente diversa rispetto a quella a cui era abituato in Brasile. L'incontro più emozionante al suo arrivo a Milanello fu quello con Carlo Ancellotti e Adriano Galliani: "Ricordo perfettamente il mio arrivo al centro sportivo del Milan. Subito incontrai il mister, ma prima ancora ebbi un confronto a Forte dei Marmi con il dottor Galliani, per me fu un'emozione indescrivibile. Subito mi fecero sentire a casa, mi abbracciarono, mi presentarono. Per me è stato bellissimo".
In quella squadra, Pato trovò alcuni dei suoi idoli: da Kakà a Ronaldo, passando per Ronaldinho: "Kakà era uno che seguivo con tanta ammirazione, per me era fortissimo. Ronaldo era il mio idolo da bambino, faceva giocate che nessuno poteva fare con la sua stessa rapidità e facilità. Poi dopo è arrivato quello che io considero il più forte di tutti ovvero Ronaldinho: per me era un sogno giocare con lui, non potevo immaginare compagno migliore".
Il gol al Napoli e il sogno Milan
Durante la sua intervista, Pato ha riconosciuto le emozioni che ha provato nel giocare con determinati campioni: "Per me arrivare in una squadra con così tanti fenomeni non è stato facile: avevo solo 18 anni. Ma volevo mettermi a disposizione di tutti e infatti a loro dicevo che avrei fatto qualunque cosa mi avessero chiesto. Per me era un onore e privilegio giocare con loro. Mi faceva impressione quello spogliatoio ma non ho mai avuto timore anche perchè tutti mi facevano sentire a casa. Da Maldini a Nesta, Pirlo, Seedorf, Inzaghi, Ambrosini avevamo una squadra fortissima".L'attesa per l'esordio fu più lunga del previsto, in quanto il brasiliano arrivò il 2 Settembre e il mercato chiudeva il 31 Agosto: "Per me segnare quel gol dopo sei mesi di attesa è stata una liberazione. Non vedevo l'ora di poter segnare davanti ad un pubblico del genere. Ricordo che quel giorno c'erano anche mia madre e mio padre. Sono ancora emozionato se ripenso a quel momento. Quella partita segnarono tutti, mancava solo il mio gol. Ho ancora in mente l'azione del gol: Favalli la lancia lunga, io la stoppo benissimo e vedo che il portiere del Napoli sta uscendo e decido di metterla sotto le gambe. Ho realizzato il mio sogno".
Sulla scelta di vestire la maglia rossonera e non quella dell'Inter: "Tutto quello che trapelava era vero, anche l'Inter ha cercato di prendermi, ma io volevo il Milan a tutti i costi, il mio sogno era giocare per loro. In quel periodo c'era anche Ronaldo: non potevo farmi sfuggire l'occasione di giocare con il mio idolo di sempre. Quella di andare ai rossoneri è una scelta che rifarei senza alcun rimpianto".
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