Il direttore sportivo dell'Inter ha parlato a cuore aperto della sua avventura in nerazzurro

Inter Duomo festa

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Piero Ausilio, direttore sportivo dell'Inter, si è aperto e ha raccontato parecchi retroscena relativi all'Inter (e non solo) in una lunga intervista al podcast Supernova, condotto dal noto tifoso neroazzurro Alessandro Cattelan. Tanti i temi toccati, dai rimpianti di mercato, alla ricerca del nuovo terzino.

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Ausilio e le parole sul mercato dell'Inter

Hanno parlato di tante cose Piero Ausilio, ds dell'Inter, e Ale Cattelan ai microfoni del podcast del noto conduttore televisivo. Qualche accenno, il ds, lo ha fatto anche al mercato anche se lo ha fatto partendo dal passato. Cattelan, infatti, gli ha chiesto quale fosse l'operazione di mercato della quale va più fiero: "Come plusvalenza senza dubbio Onana, arrivato a parametro zero e venduto a oltre 50 milioni. Poi, ovviamente, Lautaro, Thuram, Calhanoglu. Anche gli ultimi tre terzini: Hakimi, Cancelo e Dumfries. Spero che il quarto vada bene come loro". Qualche rimpianto, invece? "Balotelli che presi quando aveva 16 anni. Pensavo che sarebbe diventato il nuovo crack del calcio italiano. Oppure Kovacic che sarebbe dovuto essere un vero e proprio perno dell'Inter del futuro".

Il pensiero di Ausilio su Ibrahimovic e sul calcio italiano

Sono arrivate, come era ovvio, anche domande di stretta attualità. La prima rigauardava Ibrahimovic, attualmente dirigente del Milan ma ex anche dell'Inter. "Voglio star fuori dalle dinamiche del Milan, ma essere stati grandi calciatori ti da dei vantaggi perché conosci certe dinamiche, ma non ti rende automaticamente un grande allenatore o un grande dirigente. Ci vuole tanto studio, aggiornamenti, valutazioni, e dialogo costante con i colleghi e i calciatori", ha detto il ds. Infine, la domanda fatidica, per certi versi: Quale è il problema del calcio italiano?. Qui, Ausilio, ha le idee chiare: "Non si lavora come un sistema. Si è parlato spesso di ridurre le squadre della Serie A ma non si è mai fatto. A mio parere un campionato con 18 squadre sarebbe meglio: ne beneficia la Nazionale, ma anche i giocatori che avrebbero qualche momento di riposo in più".

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