Negli anni Sessanta molti greci si trasferirono in Germania in cerca di fortuna. A distanza di anni, i loro figli fanno la strada inversa e scelgono la madrepatria.

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Grecia e Germania torneranno a sfidarsi domenica 4 ottobre. Le due nazionali si sono affrontate alcuni giorni fa, e gli ellenici sono riusciti a conquistare i 3 punti battendo in trasferta la squadra di Jürgen Klopp. Ma Grecia-Germania è molto di più di una semplice partita. È la sfida tra due popoli che negli ultimi sessant'anni hanno vissuto a stretto contatto: la Germania ha ospitato infatti migliaia di greci in cerca di fortuna nel dopoguerra. A distanza di anni, alcuni figli della diaspora stanno facendo il viaggio inverso: sono numerosi infatti i calciatori cresciuti in terra tedesca che hanno scelto di indossare la maglia dei Galanolefki.

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La diaspora greca

Il lungo viaggio greco in terra tedesca inizia nel 1960, più precisamente il 30 marzo. In quel giorno infatti la Repubblica Federale Tedesca e lo Stato greco firmarono un accordo che permetteva alla Germania di reclutare lavoratori in terra greca. I tedeschi infatti erano nel pieno del Wirtschaftswunder - il miracolo economico del dopoguerra - e stavano vivendo un'incredibile espansione a livello industriale. La richiesta di manodopera era impressionante, mentre in Grecia la disoccupazione dilagava.

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ZAGABRIA, CROAZIA - 9 NOVEMBRE: Kostas Mitroglou (C) della Grecia appare sconsolato al termine della partita d'andata dei playoff di qualificazione ai Mondiali FIFA 2018 tra Croazia e Grecia, disputata allo Stadion Maksimir il 9 novembre 2017 a Zagabria, in Croazia. (Foto di Srdjan Stevanovic/Getty Images)

I greci videro in questa manovra la scelta giusta per far riprendere l'economia nazionale. Nacquero così i Gastarbeiter - i lavoratori ospiti. L'idea iniziale non era quella di un trasferimento definitivo: i greci emigravano verso la Germania nell'ottica di lavorarci un paio d'anni e poi tornare a casa. La conferma è data dal fatto che negli anni successivi al 1960 i viaggi da una nazione verso l'altra erano numerosissimi.

Simbolo di questa generazione divenne l'Hellas Express, un treno che collegava Atene e Salonicco con Monaco di Baviera. La stessa Monaco fu ribattezzata Moneho - come i greci pronunciavano il nome della città, e diventò la "capitale clandestina" della diaspora. Negli anni successivi oltre ai lavoratori, numerosi intellettuali, artisti, studenti e attivisti di sinistra raggiunsero i connazionali in Germania per fuggire dal regime militare che si era instaurato nella madre patria.

Quello che doveva diventare un flusso temporaneo diventò un'emigrazione vera e propria. La maggior parte dei greci che si erano trasferiti in Germania in cerca di fortuna non tornarono più a casa, ma anzi, furono raggiunti da mogli e familiari, creando delle vere e proprie colonie in terra tedesca.

Dalla Germania alla Grecia: la diaspora al contrario

HERTHA BSC BERLIN - FC HANSA ROSTOCK 5:2
BERLIN, GERMANY - AUGUST 15: 1. BUNDESLIGA 99/00 Berlin; HERTHA BSC BERLIN - FC HANSA ROSTOCK 5:2; Kostas KONSTANTINIDIS/Hertha (Photo by Lutz Bongarts/Bongarts/Getty Images)

Negli ultimi anni però si sta verificando un fenomeno opposto a quello nato negli anni '60. Una diaspora inversa: numerosissimi infatti sono i calciatori nati in Germania ma con origini greche che stanno scegliendo di indossare la maglia della nazionale ellenica. Nati in Germania o arrivati in terra tedesca in giovane età: da Konstantinidis a Vlachodimos, passando per Mitroglou, chi sono i figli dei Gastarbeiter che hanno scelto di tornare a giocare per la loro terra d'origine?

L'odissea di Vlachodimos

Odisseas Vlachodimos è forse il calciatore più rappresentativo di questo fenomeno. Il classe '94, discendente da una famiglia originaria di Salonicco, nasce a Stoccarda. Ed è proprio a Stoccarda che si forma calcisticamente. Il portiere entra sin da piccolo nelle giovanili del club, e fa tutto il percorso fino ad arrivare alla Bundesliga.

Si potrebbe pensare che la scelta di giocare per la nazionale greca anziché per la Germania sia dettata dalla meno folta concorrenza. Ma Odisseas è la prova di quanto questa supposizione a volte sia sbagliata. Il portiere infatti è stato il titolare di alcune delle selezioni giovanili della nazionale tedesca, giocando dall'Under 17 fino all'Under 21 e collezionando 48 presenze. Con l'Under 17 Vlachodimos gioca da titolare nella finale dell'Europeo - persa 5 a 2 contro l'Olanda. Con l'Under 21, invece, l'Europeo riesce a vincerlo, pur non essendo però il titolare di quella selezione.

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Nel 2016 però la scelta di tornare a casa: lascia lo Stoccarda e si trasferisce proprio in Grecia, al Panathinaikos. Ed è durante questo periodo che Odisseas diventa eleggibile per giocare con la selezione greca. Nonostante sia cresciuto calcisticamente - e non solo - in Germania, il richiamo della madrepatria è troppo forte, ed Odisseas decide di diventare il portiere degli ellenici. Dal suo debutto contro la Finlandia, ad oggi Vlachodimos ha collezionato più di 50 presenze con i greci.

Mitroglou, Holebas, Konstantinidis

La storia di Mitroglou è un pelo differente. Kostas nasce nel 1988 a Kavala - in Grecia - e si trasferisce da bambino in Germania. Arrivato nella zona del Nordrhein-Westfalen, inizia a giocare a calcio e viene scelto nelle giovanili del Borussia Monchengladbach. Nel 2007 però, all'età di 19 anni, l'Olympiacos bussa alla porta del club tedesco per riportare a casa l'attaccante.

Come svelato dallo stesso calciatore in un'intervista rilasciata alla UEFA, il ritorno di Mitroglou in terra ellenica non fu dei più semplici. L'attaccante capiva il greco ma non era in grado di parlarlo fluentemente, e queste difficoltà lo facevano sentire uno straniero in casa propria. Allo stesso tempo, però, il ritorno in Grecia aiutò l'attaccante a scoprire la sua nazione d'origine e ad innamorarsene, tanto da scegliere di rappresentarla in ambito internazionale.

Watford FC v Burnley FC - Premier League
WATFORD, INGHILTERRA - 23 NOVEMBRE: José Holebas del Watford in azione durante la partita di Premier League tra Watford FC e Burnley FC, disputata a Vicarage Road il 23 novembre 2019 a Watford, nel Regno Unito. (Foto di Richard Heathcote/Getty Images)

L'esordio di Mitroglou con la nazionale greca era scritto nelle stelle: partecipa all'Europeo Under 19, diventa il capocannoniere del torneo con 6 gol, e si rende decisivo segnando l'ultimo gol nella semifinale vinta 3 a 2 contro la Germania. Proprio contro quella Germania che lo aveva accolto e cresciuto dandogli gli strumenti per diventare calciatore. Mitroglou diventerà un calciatore fondamentale nella nazionale greca, chiudendo la carriera con 64 presenze e 17 gol.

C'è anche Holebas - vecchia conoscenza del calcio italiano - tra i calciatori cresciuti in Germania che hanno scelto di rappresentare la Grecia. Il terzino nasce ad Aschaffenburg nel 1984. Padre greco e madre americana, il calciatore si è formato calcisticamente in terra tedesca. Nato attaccante, il calciatore arriva dopo qualche problema personale al Monaco 1860. Nel 2010 l'Olympiacos lo riporta nella sua terra d'origine. Nel 2011 arriva la chiamata della nazionale, con la quale scenderà in campo 38 volte segnando anche un gol.

Ma ci sono anche calciatori della generazione precedente rispetto a Mitroglou e Holebas che hanno fatto lo stesso percorso. Su tutti, Kostas Konstantinidis. Il calciatore, nato a Schorndorf, si affaccia al mondo del calcio grazie alla squadra locale prima di passare alle giovanili dello Stoccarda. Ma, a 12 anni, la sua famiglia decide di tornare in Grecia. Nel 1995 entra nella selezione greca - giocando anche lui come Holebas 38 partite e segnando un gol. Nel 1999 poi la scelta di ritornare in Germania. Hertha Berlino, Hannover e Colonia, Konstantinidis ha raggiunto la sua maturità calcistica provando ad affermarsi nel calcio tedesco.

Grecia-Germania, il viaggio infinito

Germany v Greece - UEFA Nations League 2026/27 Group A2 MD2
AUGSBURG, GERMANIA - 27 SETTEMBRE: Dimitris Kourbelis della Grecia festeggia con i compagni dopo aver segnato il primo gol della sua squadra durante la partita della fase a gironi della UEFA Nations League 2026/27 tra Germania e Grecia, disputata alla WWK Arena il 27 settembre 2026 ad Augsburg, in Germania. (Foto di Alex Grimm/Getty Images)

Sessant'anni dopo i primi viaggi dei Gastarbeiter, la rotta che collega Grecia e Germania non si è mai interrotta. Sono cambiati i passeggeri, e a volte anche il senso di marcia. Se negli anni Sessanta erano migliaia i greci che viaggiavano sull'Hellas Express in cerca di fortuna, oggi sono i loro figli e i loro nipoti a viaggiare verso la loro terra d'origine.

Vlachodimos, Mitroglou, Holebas e Konstantinidis sono solo alcuni degli esempi di calciatori greci cresciuti in Germania che hanno scelto di giocare per la nazionale ellenica. Grecia-Germania non sarà mai solo una partita: per molti di questi calciatori è la sfida tra due madri, due terre che, tra origini, nascita e formazione, li hanno resi figli di due mondi.

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