Dalla passione per il calcio all'esperienza in redazione: Marco Peluso racconta il suo percorso e il sogno della telecronaca

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Marco Peluso, nato a Taranto nel 2005, è uno dei redattori di DerbyDerbyDerby. In questa intervista racconta il suo percorso nel mondo del giornalismo, dagli inizi fino all'esperienza in redazione, passando per la passione per il calcio e l'obiettivo che coltiva fin da bambino: diventare un giornalista affermato.

Laureando in Scienze della Comunicazione all'Università del Salento, Marco cerca di conciliare studio e lavoro, due impegni che richiedono organizzazione e costanza. Il giornalismo, come racconta, lo ha aiutato a crescere e responsabilizzarsi, permettendogli allo stesso tempo di trasformare la sua più grande passione in un percorso concreto.

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Peluso, la passione per il calcio e lo sport

Perché lo sport e il calcio sono così importanti?

"Sono appassionato di calcio e sport in generale da quando ero piccolissimo. Sono nato in una famiglia dove lo sport è stato fondamentale da parte di mia madre con mio nonno, e anche da parte di mio padre. Da bambino giocavo a calcio, poi ho smesso: ho preferito inseguire il sogno di commentarlo piuttosto che praticarlo. Ci sono praticamente nato".

Sono parole che raccontano il legame profondo di Marco con questo mondo e la volontà di trasformare una passione coltivata fin da bambino in un obiettivo concreto: raccontare lo sport con la propria voce. Un percorso che oggi passa soprattutto dalle interviste e dagli approfondimenti, ma che guarda anche alla possibilità di arrivare, in futuro, alle telecronache.

L'inizio inaspettato con DDD

Come è iniziata la tua esperienza con DerbyDerbyDerby?

"Non mi aspettavo quello che faccio adesso: interviste, approfondimenti, articoli. Pensavo di limitarmi alla stesura di articoli e alla ricerca di notizie, non di certo al contatto diretto con grandi personalità dello sport e del calcio grazie alle interviste. È stato molto più impattante e bello di quanto immaginassi, proprio perché inaspettato. Sono molto contento".

L'esperienza di Marco con DDD è nata quasi per caso. Una sera, scorrendo le storie su Instagram, gli è comparsa la pubblicità del corso di Sport Media Academy. Ha deciso di mandare la candidatura senza particolari aspettative, poi ha iniziato il corso fino ad arrivare direttamente in redazione. Un'occasione arrivata in modo casuale che gli ha permesso di scoprire un percorso professionale diverso da quello che aveva inizialmente immaginato.

Marco Peluso, il sogno di diventare telecronista

Qual è il tuo obiettivo nel mondo del giornalismo?

"Ho iniziato come credo la maggior parte dei ragazzi che vogliono intraprendere questo percorso, facendo telecronache personali su FIFA, giocando alla PlayStation".

"Da lì mi sono appassionato sempre di più a questo mondo: quando guardo il calcio mi concentro molto sul commento dei telecronisti. L’obiettivo principale, quello a cui ambisco di più, è diventare un telecronista affermato".

La telecronaca richiede dedizione, attenzione alle informazioni e capacità di trasmettere emozioni a chi segue la partita da casa. Non significa soltanto descrivere quello che accade sul campo, ma anche mantenere alta l'attenzione dello spettatore, gestire voce e ritmo e riuscire a rendere coinvolgente anche una partita meno brillante. È un vero e proprio ramo del giornalismo, nel quale preparazione e capacità comunicativa devono andare di pari passo.

La difficoltà di conciliare studio e giornalismo

Qual è stata la difficoltà più grande da quando hai iniziato questo percorso?

"Sono un ragazzo abbastanza organizzato ma trovarmi immerso in questo mondo praticamente da un giorno all’altro, tra interviste e articoli, in concomitanza con lo studio universitario non è stato semplice, e non lo è tuttora. L’università porta via molto tempo, far conciliare le due cose allo stesso modo diventa difficile: si rischia di rendere meno in un ambito o nell’altro. La difficoltà principale è mantenere alto il livello su entrambi i fronti".

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"È un lavoro che mi piace fare e a cui ambisco: quando si parla della propria passione, tutto diventa più semplice".

Marco Peluso, la lezione più importante e il rapporto con la redazione

Qual è la lezione più importante che hai imparato finora?

"Quello che non mi aspettavo, sinceramente, è la disponibilità di personalità del calcio che magari percepisci come lontane, ma che nella maggior parte dei casi si rivelano molto disponibili e vicine. È una cosa che ho apprezzato molto. A livello personale, quello che mi sta aiutando ancora adesso è la perseveranza: non accontentarsi mai, perché si può sempre raggiungere un livello più alto. Ma per farlo serve costanza".

Fuori dall'ambito giornalistico, attraverso gli occhi di un appassionato, i protagonisti del calcio possono sembrare persone quasi inarrivabili: li si vede allo stadio o, quando capita, si può avere la fortuna di incontrarli per strada. Entrare nel mondo di una redazione sportiva permette però di cambiare questa percezione e di comprendere quanto il rapporto diretto con i personaggi dello sport possa essere diverso da quello immaginato dall'esterno.

Com'è invece il rapporto con i tuoi colleghi, considerando che lavorate principalmente da remoto?

"Lavoriamo tutti da remoto. Io non sono un turnista, quindi non mi sono mai interfacciato troppo con gran parte della redazione, ma scrivendo approfondimenti ed editoriali collaboro soprattutto con i capiredattori. Bisogna collaborare e confrontarsi. Secondo me la redazione deve essere un po’ come una famiglia, dove i capiredattori e il direttore ti instradano nel percorso giusto, facendoti notare gli errori e dicendoti cosa migliorare. Tu devi essere bravo a recepirlo".

Con chi collabori maggiormente per le interviste?

"Mi occupo di interviste, quindi collaboro principalmente con Stefano Sorce, il responsabile delle esclusive. Con lui mi trovo molto bene: quando c’è da dirmi cosa ho sbagliato me lo dice in modo tranquillo, io lo accetto e ne faccio tesoro".

È un rapporto basato sull'aiuto reciproco, sul confronto e sulla sintonia all'interno della redazione. L'obiettivo è lavorare bene senza pressioni inutili, mantenendo però alta l'attenzione sulla qualità del proprio lavoro.

Marco Peluso fuori dalla redazione: sport e musica

Quali sono le tue passioni al di fuori del giornalismo?

"Oltre al calcio amo lo sport in generale: sono un grande tifoso della Ferrari in Formula 1, seguo anche tennis, basket, pallavolo. L’altra mia grande passione è la musica: vengo da una mamma musicista, ho passato la vita ad ascoltarla suonare il pianoforte e questo mi ha dato un’apertura mentale che mi porta ad ascoltare un po’ tutti i generi. La musica è parte integrante della mia vita".

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