La sfida tra Napoli e Como racchiude un'altra sfida: quella tra Allegri e Fabregas. Come si ritrovano i due allenatori 3 mesi dopo?
Buona la prima per Max: il Napoli vince a Marassi e fa festa
La Serie A entra già nel vivo: alla seconda giornata di campionato Napoli e Como si sfideranno, mettendo subito di fronte Allegri e Fabregas. I due allenatori sono stati i rappresentanti scelti nella scorsa stagione nella sfida mediatica tra giochisti e risultatisti. Ma parlare di calcio difensivo per quanto riguarda il tecnico dei partenopei e possesso palla per lo spagnolo sarebbe riduttivo. L'anno scorso alla fine della stagione la meglio l'ha avuta Cesc Fabregas, portando i lariani in Champions League, proprio a discapito del Milan di Allegri. Che sfida vedremo sta volta?
Il pragmatismo di Allegri
Il tecnico livornese si è accasato a Napoli dopo la stagione finita male alla guida del Milan. Nonostante l'obiettivo completamente alla portata infatti, il Milan ha chiuso la stagione al quinto posto 1 punto dietro il Como. Ma De Laurentiis ha deciso comunque di affidare la guida della squadra all'ex allenatore della Juventus. La scelta del presidente dei partenopei è stata guidata probabilmente dalla capacità di Max di essere un "grande aziendalista", proprio come definito dal presidente.
E questa sua qualità è venuta fuori in tutta la sua carriera. Una delle caratteristiche principali del tecnico livornese infatti è quella di provare - spesso riuscire - a tirare fuori il meglio dal materiale che ha a disposizione. Ed è ciò che ha intenzione di fare anche quest'anno. Il Napoli infatti, a parte alcuni riscatti, ha aggiunto alla rosa solo Favasuli e Badiashile. Ma la base di partenza era già ottima e starà ad Allegri tentare di giocarsi le sue chance per lo scudetto.
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Dopo la prima gara di campionato si è anche vista l'importanza delle ali nel gioco di Max, che predilige giocatori di fantasia - vedi Alisson - affiancati da gente più duttile - come Politano - a sostegno di Hojilund. L'idea del calcio di Max è lineare: reparto difensivo compatto, gente di qualità, e calcio verticale. Il tecnico sta provando a portare queste idee anche a Napoli, sperando in un esito migliore rispetto a quello della scorsa stagione.
Un'altra peculiarità dell'ex tecnico del Cagliari è la sua bravura nel leggere le gare. A partita in corso infatti, Allegri resta comunque uno dei più bravi ed efficaci nel ribaltare situazioni di svantaggio. Ed a Napoli porta anche esperienza, ma soprattutto serenità. Subentrare a Conte non è mai semplice, ma Max nell'esperienza alla Juventus ha dimostrato di essere in grado di farlo.
Fabregas: il controllo del gioco come arma di difesa
Di fronte al Napoli ci sarà il Como di Cesc Fabregas. I lariani sono stati sicuramente la squadra più sorprendente della scorsa stagione, chiudendo al quarto posto e conquistando un posto in Champions League che è già storia. Compito ancora più arduo, quest'anno, è mantenere alta l'asticella e se possibile fare addirittura meglio dell'anno scorso. Fabregas ha già dimostrato di non avere paura a porsi obiettivi anche fuori portata, e proverà a raggiungerli tramite la via del gioco che già ha dato abbondantemente i suoi frutti.
L'ex Barcellona ha già smentito abbondantemente le critiche rivoltegli in passato che lo volevano poco interessato all'equilibrio e alla difesa, e solo al bel gioco. Il Como infatti, oltre al quarto posto, si è rivelata anche la squadra con la difesa più solida dello scorso campionato. Soli 29 gol in 38 partite, alla faccia dell'allenatore che non cura la fase difensiva.
Il modulo preferito dello spagnolo è il 4-2-3-1, con i due mediani a garantire equilibrio e a supportare la squadra in entrambe le fasi. I lariani prediligono il possesso palla, cercando di imporre il proprio gioco senza far distinzione di avversario. Inoltre Fabregas vuole dalla sua squadra una riaggressione immediata quando perde palla, mantenendo il ritmo sempre molto alto.
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Allegri-Fabregas, nuovo atto
I due tecnici l'anno scorso si sono affrontati due volte. Nella prima gara il Milan ha vinto la partita nella maniera più "allegriana" possibile. Al ritorno invece la gara è finita in parità. Rispetto all'anno scorso però, troveremo un Allegri più ridimensionato e un Fabregas che cerca conferme. La sfida tra i due però, va ben oltre i 90 minuti. La vera domanda è infatti quale delle due filosofie porta più risultati nel lungo. Per il momento, visto il finale dello scorso anno, la risposta sembra essere nelle idee di Fabregas. Ma ogni campionato, si sa, fa storia a sé.© RIPRODUZIONE RISERVATA