Il classico olandese nasce in una nazione fortemente segnata dai problemi finanziari: tuttavia, la proposta di gioco dei Lancieri riusciva a trasportare gli appassionati su un diverso piano della realtà
La cornice del Derby di Stoccolma: AIK e Hammarby accolte da una coreografia mozzafiato!
La problematicità del 1931
Nel 1931, i Paesi Bassi soffrono le ripercussioni globali del crollo della borsa di New York del 1929. Inoltre, molte banche mitteleuropee subiscono la stessa sorte, con vari collassi bancari fra Austria (Creditanstalt) e Germania. Le politiche finanziare olandesi portano all'estrema riduzione dell'export, conducendo la nazione ad una forte recessione e un grande incremento della disoccupazione.
Il problema del calo delle assunzioni viene affrontato inizialmente con un sistema di sussidi ("steun"), accessibili solamente a chi si recava negli uffici di collocamento quotidianamente per farsi timbrare il cartellino. Lo "stempelen" (la timbratura) diventa così lo strumento per controllare biopoliticamente i cittadini dei Paesi Bassi. Inoltre, viene creato un grande piano per la realizzazione di opere pubbliche (come "l'Amsterdamse Bos"), creando tanti posti di lavoro, nonostante le palesi condizioni di sfruttamento lavorativo. Nell'instabilità finanziaria e occupazionale della nazione, iniziano a presentarsi i primi disordini sociali nel quartiere proletario di Jordaan ad Amsterdam.
A dominare il panorama del consumo culturale degli olandesi, si affermava sempre di più il paradigma della "Nuova Oggettività" (proveniente dalla Germania). Un movimento contrario all'idealismo e al romanticismo mitteleuropeo, che presentava testi concreti, materiali e che restituissero l'immagine dura della società industriale dei Paesi Bassi. Un'immagine in contrasto con lo stile di gioco cercato dall'Ajax di Reynolds, predisposto alla ricerca di un'estetica totale. L'esponente più celebre della corrente culturale degli anni '30 è lo scrittore Ferdinand Bordewijk con i suoi "Bint" e "Blokken".
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