Il classico olandese nasce in una nazione fortemente segnata dai problemi finanziari: tuttavia, la proposta di gioco dei Lancieri riusciva a trasportare gli appassionati su un diverso piano della realtà

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La cornice del Derby di Stoccolma: AIK e Hammarby accolte da una coreografia mozzafiato!

La cornice del calcio nei Paesi Bassi

Ajax Amsterdam v PSV Eindhoven - Eredivisie
AMSTERDAM, PAESI BASSI - 25 MARZO: I tifosi cantano e festeggiano dopo la partita di Eredivisie tra Ajax Amsterdam e PSV Eindhoven all'Amsterdam Arena, il 25 marzo 2012 ad Amsterdam, Paesi Bassi. (Foto di Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Durante il 1931, il calcio olandese si trova ancora indietro rispetto alle leghe europee. Il professionismo non era visto di buon occhio dalla KNVB (Federcalcio) e perciò, i calciatori dovevano considerare il pallone come un mero hobby, lavorando a tempo pieno negli altri settori economici. La struttura della attuale Eredivisie si basava su una suddivisione in gironi, creati su base geografica (Est, Ovest I, Ovest II, Sud e Nord). Ogni vincitore del gruppo si qualificava per l'ultimo atto della competizione: un girone all'italiana che designava il re dei Paesi Bassi.

Ajax-PSV si colloca già in un contesto di aperta sfida. Dopo essersi scontrate in amichevole nel 1928 e nel 1930, i due club si collocano su diversi piani socio-culturali. L'Ajax era il padrone assoluto del gruppo Ovest ed era il simbolo di Amsterdam, in quanto racchiudeva tifosi della borghesia mercantile ma anche del proletariato. Il PSV invece nasce come spazio ricreativo per i dipendenti della Philips e si poneva come baluardo del Sud industriale olandese.

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