Dopo il "regalo" politico a Balogun, la Federazione inglese muove i suoi parlamentari e scrive a Infantino. I Tre Leoni non ci stanno a passare da fessi.
I Mondiali del 2026 rischiano di passare alla storia più per quello che succede nei palazzi del potere che per le magie sul rettangolo verde. Ormai è un vero e proprio effetto domino e l'ultimo polverone si è alzato sopra il ritiro dell’Inghilterra. Secondo quanto rivelato da The Athletic, la Federazione inglese sta facendo i salti mortali per cancellare la squalifica di Jarell Quansah.
Il difensore è stato espulso durante la tesissima battaglia degli ottavi di finale vinta per 3-2 contro il Messico. Regolamento alla mano, l'articolo 10.5 della FIFA parla chiaro: se prendi un rosso, salti la partita successiva. Fin qui nulla di strano, se non fosse che pochi giorni fa è successo l'impensabile.
L'attaccante statunitense Folarin Balogun, cacciato dal campo contro la Bosnia, si è visto cancellare la squalifica in tempo zero, riuscendo così a giocare l'ottavo contro il Belgio. Una cosa mai vista prima. E adesso, comprensibilmente, le altre nazionali hanno iniziato a farsi sentire.
Il "metodo Trump" fa scuola: se vale per gli USA, vale per tutti
Dietro al miracoloso perdono concesso a Balogun non ci sono dinamiche di campo, ma una clamorosa intromissione politica. Si parla di una telefonata diretta tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il capo della FIFA Gianni Infantino. Un precedente pericolosissimo che ha inevitabilmente aperto il vaso di Pandora.
Le altre federazioni hanno mangiato la foglia e si sono messe in coda per protestare. La Francia ha già chiesto di togliere un giallo a Michael Olise, ma è l'Inghilterra ad aver alzato il tiro, trasformando il caso di Jarell Quansah in una vera e propria questione di stato.
I parlamentari britannici scendono in campo per Jarell Quansah
La faccenda a Londra è diventata così seria che due membri del Parlamento sono scesi direttamente in prima linea scrivendo a Infantino. Il deputato Noah Law ci è andato giù piatto: pur ammettendo che il rosso a Quansah fosse sacrosanto, ha fatto notare che l'equità della competizione salta se due nazioni vengono trattate con pesi e misure diversi solo perché una delle due ospita il torneo.Sulla stessa linea d'onda la collega Melanie Onn, che ha firmato una lettera specchio indirizzata alla FIFA. Il messaggio che arriva da oltremanica è chiarissimo: non si possono fare favoritismi geopolitici in un torneo mondiale. Se gli americani godono di certi privilegi, allora lo stesso trattamento deve essere garantito a tutti.
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Corsa contro il tempo per i quarti di finale
Sullo sfondo resta la questione di campo. Sabato sera l'Inghilterra si gioca l'accesso alle semifinali contro la Norvegia e l'assenza del centrale del Liverpool sarebbe una mazzata pesante per la retroguardia dei Tre Leoni. La palla adesso passa a Infantino. La FIFA si trova stretta in una morsa: cedere all'Inghilterra rischiando di svuotare completamente di senso l'autorità degli arbitri, o fare muro, passando però per l'organizzazione che favorisce i padroni di casa. Una cosa è certa: la gestione diplomatica di questo Mondiale è sfuggita di mano.© RIPRODUZIONE RISERVATA