Yamal e Diomande: i giovani volti di Barcellona e Madrid raccontati da José Mourinho

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L'intervista di José Mourinho a Josep Pedrerol di El Chiringuito sta facendo parlare moltissimo, come ampiamente prevedibile. Lo Special One, nella seconda parte uscita ieri sera, ha parlato anche di Lamine Yamal e Yan Diomande, non mandandole a dire, come nel suo stile.

Mourinho: "Yamal? Non troverebbe spazio da noi"

Il nuovo allenatore del Real Madrid è stato stuzzicato sulla volontà, ipotetica, di volere in rosa con sé Lamine Yamal, stella del Barcellona. Questa la risposta del portoghese: "No, no. Grande giocatore, senza dubbio. Giovane giocatore con un margine incredibile di crescita. Non è normale, a quest'età, venti o diciannove anni, essere campioni europei e mondiali, ma abbiamo una squadra di alto livello. Non farei spazio a nessuno. In questo momento ci sono i miei giocatori, e i miei giocatori sono i migliori".
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FC Barcelona v Real Madrid: Spanish Super Cup
JEDDAH, SAUDI ARABIA - JANUARY 11: Lamine Yamal del FC Barcelona si scontra con Dean Huijsen del Real Madrid durante la finale della Supercoppa di Spagna tra FC Barcelona e Real Madrid presso lo Stadio King Abdullah Sports City Hall l'11 gennaio 2026 a Jeddah, in Arabia Saudita. (Photo by Yasser Bakhsh/Getty Images)

Con queste dichiarazioni, Mourinho ha già infiammato El Clasico, proprio come amava fare durante la sua prima avventura a Valdebebas, nelle iconiche conferenze stampa al veleno contro Guardiola e il Barcellona. L'ex allenatore dell'Inter ha poi risposto alla domanda su Flick e se gli piace il calcio offerto dal tedesco: "Sì, sì, mi piace. Ottimo lavoro. Flick, Deco e ovviamente giocatori, mi piacciono".

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Sulla scelta di Diomande

Il portoghese ha commentato l'acquisto più caro della storia del Real Madrid, bel 135 milioni per strappare al Lipsia Yan Diomande: "No, non l'ho chiesto a nessuno. Arrivo senza chiedere nessuno. Arrivo analizzando bene la squadra, essendo assolutamente consapevole di ciò che vorrei che accadesse. Ho voluto sapere molte cose, ma comportandomi come se non sapessi nulla. E in quella situazione, un'ala veloce e aggressiva, con uno contro uno e che può giocare su entrambe le fasce, non è affatto facile. Dico sempre che non voglio analizzare se sono 120, 80, 40 o 20 (milioni, ndr). Analizzo il profilo del giocatore, cosa può offrire alla mia squadra. Ho detto sì. Poi, 120, 80, 40, non è più il mio genere".

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