Yamal e Diomande: i giovani volti di Barcellona e Madrid raccontati da José Mourinho
Real Madrid, bentornato Mbappé! Il francese mostra sui social la perla in allenamento
L'intervista di José Mourinho a Josep Pedrerol di El Chiringuito sta facendo parlare moltissimo, come ampiamente prevedibile. Lo Special One, nella seconda parte uscita ieri sera, ha parlato anche di Lamine Yamal e Yan Diomande, non mandandole a dire, come nel suo stile.
Mourinho: "Yamal? Non troverebbe spazio da noi"
Il nuovo allenatore del Real Madrid è stato stuzzicato sulla volontà, ipotetica, di volere in rosa con sé Lamine Yamal, stella del Barcellona. Questa la risposta del portoghese: "No, no. Grande giocatore, senza dubbio. Giovane giocatore con un margine incredibile di crescita. Non è normale, a quest'età, venti o diciannove anni, essere campioni europei e mondiali, ma abbiamo una squadra di alto livello. Non farei spazio a nessuno. In questo momento ci sono i miei giocatori, e i miei giocatori sono i migliori".
Con queste dichiarazioni, Mourinho ha già infiammato El Clasico, proprio come amava fare durante la sua prima avventura a Valdebebas, nelle iconiche conferenze stampa al veleno contro Guardiola e il Barcellona. L'ex allenatore dell'Inter ha poi risposto alla domanda su Flick e se gli piace il calcio offerto dal tedesco: "Sì, sì, mi piace. Ottimo lavoro. Flick, Deco e ovviamente giocatori, mi piacciono".
Caricamento post Instagram...
Sulla scelta di Diomande
Il portoghese ha commentato l'acquisto più caro della storia del Real Madrid, bel 135 milioni per strappare al Lipsia Yan Diomande: "No, non l'ho chiesto a nessuno. Arrivo senza chiedere nessuno. Arrivo analizzando bene la squadra, essendo assolutamente consapevole di ciò che vorrei che accadesse. Ho voluto sapere molte cose, ma comportandomi come se non sapessi nulla. E in quella situazione, un'ala veloce e aggressiva, con uno contro uno e che può giocare su entrambe le fasce, non è affatto facile. Dico sempre che non voglio analizzare se sono 120, 80, 40 o 20 (milioni, ndr). Analizzo il profilo del giocatore, cosa può offrire alla mia squadra. Ho detto sì. Poi, 120, 80, 40, non è più il mio genere".© RIPRODUZIONE RISERVATA