L'ex difensore belga racconta la separazione dal club portoghese
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A distanza di ben quattro anni, Jan Vertonghen è tornato a parlare della sua brusca separazione dal Benfica nell'estate del 2022. Un addio certamente non felice ma, soprattutto, gestito molto male secondo quanto raccontato dall'ex difensore belga.
Vertonghen racconta l'addio al Benfica
Intervistato ai microfoni del quotidiano belga Het Laatste Nieuws, Jan Vertonghen ha rivelato il retroscena del suo turbolento addio al Benfica parlando di una comunicazione all'ultimo giorno di mercato: "La mia partenza dal Benfica è stata molto brutta. Capisco gli aspetti commerciali, ma da dirigente di un club non mi sarei mai comportato in quel modo. Solo l'ultimo giorno della finestra di mercato mi hanno detto che non avrei più giocato".
Una comunicazione tardiva che ha costretto la famiglia Vertonghen a rivedere in fretta i propri piani: "Mia moglie lavorava in Portogallo e davamo per scontato che saremmo rimasti a Lisbona. Alla fine, ho scelto l'Anderlecht per la mia carriera".
"Le più difficili settimane della mia carriera"
Continuando, l'ex difensore belga ha parlato delle emozioni provate a momento dell'addio: "Mi sentivo come se stessi strappando mia moglie e i miei figli da un ambiente felice. Sarei dovuto volare in Belgio la mattina dopo aver accettato di fare le visite mediche, ma ho rifiutato. I miei figli erano ancora in un campo estivo di surf e volevo essere il primo a dire loro che ci saremmo trasferiti".Jan Vertonghen 🗣️“O meu regresso à Bélgica foi muito complicado mas isso não teve nada a ver com o Anderlecht. Teve sim a ver com o facto de a minha saída do Benfica ter corrido muito mal.
— O Fura-Redes (@OFuraRedes) August 6, 2026
Compreendo perfeitamente o lado empresarial dessa decisão, mas, enquanto líder de um… pic.twitter.com/n0OlMaantU
Infine, Jan Vertonghen ha chiuso il suo racconto spiegando le sensazioni vissute una volta approdato all'Anderlecht: "Per me, le prime settimane all'Anderlecht sono state le più difficili della mia carriera calcistica. Ho visto che anche i miei figli e mia moglie, la quale ha trovato subito lavoro ad Anversa, erano felici in Belgio. Da quel momento in poi, mi sono sentito sollevato da un peso. Sentivo una grande responsabilità nei confronti del club, dei miei compagni di squadra e dei tifosi, perché l'Anderlecht mi ha dato tantissimo. Per questo motivo ho trovato così difficile non riuscire sempre a ripagare quanto avrei voluto, a causa dei miei infortuni".
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