L'eroe di Berlino svela alcuni segreti sulla finale vinta contro la Francia e la sua filosofia di gioco da allenatore.

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A tre giorni dal ventesimo anniversario della storica finale dei Mondiali 2006, Fabio Grosso è tornato a parlare di quella notte. Il neo allenatore della Fiorentina ha ripercosso alcuni aneddoti di quella notte che permise all'Italia di vincere il suo quarto titolo internazionale. Intervenuto ai microfoni di Vivo Azzurro Tv, il tecnico romano si è soffermato anche sulla sua nuova esperienza sottolineando le sue idee di gioco.

Dalle categorie inferiori al rigore decisivo in una finale del Mondiale

Fabio Grosso ha collezionato 48 presenze siglando 4 reti con la maglia della Nazionale Italiana. Il nome dell'ex terzino sinistro è impresso nella storia del calcio italiano per il rigore decisivo segnato nella finale del Mondiale contro la Francia. Oltre ad aver realizzato la rete decisiva dal dischetto, il neo allenatore viene ricordato per aver conquistato il penalty al 93esimo contro l'Australia segnato da Francesco Totti.
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BERLINO, GERMANIA - 9 luglio 2006: Fabio Grosso dell’Italia esulta dopo aver realizzato il rigore decisivo nella serie finale dei tiri dal dischetto al termine della finale dei Mondiali di Germania 2006 tra Italia e Francia, disputata allo Stadio Olimpico di Berlino il 9 luglio 2006. (Photo by Lars Baron/Bongarts/Getty Images)

Nel corso dell'intervista, Grosso ha spiegato come le emozioni della notte del 9 Luglio 2006 siano ancora indelebili, sottolineando che conquistare un Mondiale rappresenti il punto più alto che un calciatore possa raggiungere. L'ex tecnico del Sassuolo ha ricordato alcuni aneddoti di quella gara: "Non potevo pensare mai di poter vincere un trofeo così importante. Vincere il Mondiale con la tua Nazionale non ha eguali, è un'emozione pazzesca, ancora oggi se ci penso mi vengono i brividi. Mi sentivo pronto per battere quel rigore decisivo, anche Del Piero voleva batterlo, ma è stato Lippi a dirmi di andare. Quel rigore è stata la chiusura perfetta dopo una carriera fatta di sacrifici".

A tal proposito, l'eroe di Berlino ha voluto ripercorrere il suo percorso da professionista. Dopo gli anni trascorsi tra Serie D e Serie C, l'approdo in Serie A gli ha permesso di raggiungere traguardi importanti: "Ho fatto tantissima gavetta, ho giocato per tantissimi anni nelle categorie minori, ma non ho mai mollato, pensavo che sarebbe arrivata una grande occasione per me. Ho realizzato il mio sogno di giocare in Serie A".

La filosofia di gioco e gli elogi a Marcello Lippi

Durante la chiacchierata, Fabio Grosso ha anche spiegato le idee che cercherà di trasmettere ai suoi ragazzi. L'allenatore viola ha ribadito la volontà di costruire una squadra capace di esprimere un calcio propositivo, mettendo i propri calciatori nelle condizioni di esprimere al meglio le loro qualità: "Ho dei concetti ben chiari: voglio un calcio fatto di emozione e passione. Voglio far divertire i miei ragazzi, ma anche il pubblico. Voglio un calcio di qualità, propositivo, cercherò di dare il massimo per questa mia nuova avventura. Voglio dimostrare di che pasta sono fatto".

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PISA, ITALIA - 31 gennaio 2026: Fabio Grosso, allenatore del Sassuolo, osserva la partita durante l’incontro di Serie A tra Pisa e Sassuolo, disputato all’Arena Garibaldi di Pisa il 31 gennaio 2026. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Inoltre, il tecnico romano ha dedicato un pensiero speciale a Marcello Lippi, sottolineando quanto sia stata importante la sua guida nel trionfo del 2006. L'ex Frosinone ha evidenziato quanto la sua figura rappresenti un punto di riferimento importantissimo per la sua crescita da allenatore: "Non so ancora come descrivere il mister, penso che le parole non bastino. Ho grande stima per lui, ci ha messo tantissimo per aiutarci a raggiungere quel traguardo. Saremo grati per sempre. Cerco sempre di ricordarmi alcune cose che diceva, così posso metterle in pratica".

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