La viola mina vagante del campionato
Fiorentina, il ricordo speciale al Franchi per il presidente Commisso
La stagione 2025/2026 per la Fiorentina è stata una grande delusione. Ci si aspettava una viola in zona Europa, come ci aveva abituato negli ultimi anni, e invece abbiamo avuto una squadra in difficoltà di gioco, di idee e di classifica, che è riuscita a salvarsi solo nelle ultime giornate del campionato. Una battuta d'arresto che fa parlare, specialmente quando capita a una delle 7 sorelle della Serie A.
Ma si sa, quando si cade ci si rialza sempre più forti. Il mercato estivo della Fiorentina ne è la prova. La rivoluzione dei gigliati parte dalla panchina: lo scorso anno anche questo elemento ha scombussolato le carte in tavola. Partiti con Pioli, a inizio novembre 2025 il club toscano si trovava in ultima posizione, con 16 gol subiti e solo 4 punti conquistati. La situazione portò all'esonero di Pioli dopo le prime dieci giornate, chiuse senza vittorie e con appena quattro pareggi.
Dopo l'esonero dell'allenatore ex Milan l'arrivo di Paolo Vanoli. L'obiettivo era divenuta la salvezza e il mister varesino, grazie anche ad una media punti importante nella seconda parte di stagione, la raggiunge. Il rinnovo tra le parti sarebbe potuto scattare ma il club viola ha ringraziato il mister e ha virato su altri profili.
La scelta del nuovo allenatore: Fabio Grosso per un calcio più offensivo
L'8 giugno 2026 arriva l'ufficialità del cambio in panchina: arriva Fabio Grosso. Attraverso una nota pubblicata sui propri canali ufficiali, il presidente Commisso presenta e accoglie con calorosità l'ex tecnico del Sassuolo, manifestando la volontà di tornare a essere competitivi.
L'ex campione del mondo arriva a Firenze dopo due ottime stagioni alla guida del Sassuolo, tra le quali spicca la vittoria in scioltezza della Serie B 2024/2025. Dopo il primo anno in Serie A e con la salvezza dei neroverdi raggiunta senza problemi, per Grosso arriva la chiamata di una squadra in difficoltà, ma con l'ambizione di tornare a crescere.
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Il mercato viola: spese da grande club
Il mercato della Fiorentina ha decisamente fatto faville quest'estate. Andandosi a rinforzare in tutti i reparti con attenzione ricostruendo una difesa che lo scorso anno ha vissuto difficoltà importanti. La viola riporta in Italia Dragusin, già visto in azione al Genoa, dove si è consacrato prima del trasferimento in Premier League al Tottenham. Partner in difesa del rumeno, uno dei migliori Under-23 brasiliani: Viery, prelevato dal Gremio. Un altra vecchia conoscenza del calcio Italiano approda a Firenze: Alex Jimenez che va a rinforzare gli esterni di difesa e con lui anche Joao Mario, in prestito dalla Juventus.
Ma è dal centrocampo che arrivano i nomi importanti. Dall'Udinese, i Commisso piazzano un gran colpo: Arthur Atta. Uno dei migliori giocatori della scorsa stagione, inserimento, tecnica e fiuto del gol sono le sue principali caratteristiche, che lo rendono uno dei potenziali top player della squadra. A lui si aggiunge un giovane di belle speranze: il classe 2006 ivoriano Christ Inao Oulaï si candida come possibile sorpresa, non solo della squadra, ma dell'intero campionato.
I grandi club, però, si formano anche collaborando con i top club d'Europa. La Fiorentina ha infatti trovato accordi con due giocatori del club più vincente del continente: il Real Madrid. In primis Valdepenas, anch'egli classe 2006, terzino sinistro di grande prospettiva. I viola lo acquistano a titolo definitivo, ma con un'opzione di recompra per il club madrileno fissata a 8 milioni di euro.
Il nome che scalda i tifosi, però, è Franco Mastantuono. Arrivato in prestito secco, è in cerca di riscatto dopo una stagione in ombra al Real. Le sue qualità tecniche si sposano alla perfezione con il 4-3-3 che ha in mente Grosso. Un connubio che potrebbe rivelarsi perfetto: sia la squadra sia il calciatore vogliono tornare ad alti livelli.
La domanda importante è: riuscirà Grosso, con il materiale che ha a disposizione, a riportare la Fiorentina nel calcio che conta? E, soprattutto, dovrà essere bravo a far coesistere tanti talenti prettamente offensivi.
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