Dal sogno Capo Verde alla Spagna campione del Mondo, passando dalla Viking Row, dal caso Balogun e molto altro. Un parziale racconto della Coppa del Mondo
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La sorpresa e il sogno: il Capo Verde e la star Vozinha
Ci sono campagne destinate ad arrivare fino in fondo, altre ad arrendersi subito in una qualche prestazione deludente. Ma poi ci sono le sorprese che sono sempre parte di un sogno più grande di un piccolo Stato insulare a 500 km di distanza dalle coste Africane, esattamente dalla penisola del Senegal che dà il nome all'arcipelago nell'Oceano Atlantico. Si tratta di Capo Verde, una nazione di poco più di 500 mila abitanti che per la prima volta nella sua storia ha avuto una rappresentanza al Mondiale.
Ed è bastato forse pochissimo a far innamorare tutti i tifosi di questa nazione debuttante. Strappa un punto all'esordio contro la Spagna campione d'Europa in carica, con uno 0 a 0 stoico in cui figura il portiere capoverdiano: il 40enne Vozinha. Parate su parate che lo hanno portato a conquistare anche i social, passando dai 50 mila followers ai circa 30 milioni, e persino la biologia marina.
Una piccola nazione che però dimostra al mondo la grande importanza dei sogni. Così la cenerentola per eccellenza di questa edizione del Mondiale si conquista anche un posto tra le migliori: con tre pareggi ai gironi (contro Spagna, Uruguay e Arabia Saudita), gli squali blu si prendono la qualificazione ai sedicesimi sfidando i campioni in carica, l'Argentina di Messi. Anche lì, Vozinha e compagni dimostrano una solida difesa e portano l'Albiceleste ai supplementari, dove i capoverdiani vengono condannati da un autogol di Diney. Si chiude così il cammino del Capo Verde, conquistando i cuori di tutti i tifosi.
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