Tra le difficoltà economiche e una presuntuosa convinzione alla base: il mercato del Napoli è stato una grande delusione e ora la lotta al quarto posto è in salita.

In una sessione di calciomercato in cui le big di Serie A hanno cercato di invertire la rotta, investendo tanto e su giocatori di prospettiva, stona fragorosamente lo stallo che ha visto protagonista il Napoli. Al gong suonato alle 20:00 di ieri sera allo Sheraton di Milano, gli azzurri chiudono i battenti con soli due acquisti de facto: Costantino Favasuli e Benoit Badiashile. Pro forma, poi, si possono aggiungere Mattia Esposito, giovane talento preso dal Sorrento e girato al Bari, e Dinis Rodriguez, portoghese classe 2005 prestato in Spagna all'Eldense. Troppo poco per una squadra che dovrebbe guidare la corsa e che invece potrebbe ritrovarsi a rincorrere.

Napoli De Laurentiis calciomercato

Napoli, un mercato tra mille difficoltà

A incidere fortemente sulle possibilità di azione del Napoli è stato innanzitutto l'aspetto finanziario, che ha risentito della gestione decisamente onerosa del biennio di Conte. Uno scudetto, una Supercoppa e un secondo posto, ma anche un'età media sempre più alta, un monte ingaggi lievitato, bilanci in rosso e un parametro - il costo del lavoro allargato - che ha condizionato pesantemente il mercato.

Si tratta, in sintesi, di un indice che rappresenta il rapporto tra i ricavi di un club e le sue spese, sommando stipendi lordi, ammortamenti e oneri accessori. Nel caso del Napoli - come anche per Bologna, Fiorentina e Juventus - il parametro ha superato la soglia limite del 70%. Già a gennaio, infatti, gli azzurri erano stati "puniti" con il mercato a saldo zero, mentre in questa sessione sono sfuggiti a sanzioni dalla Uefa grazie ai risultati positivi dei bilanci precedenti (così come il Bologna).

A complicare ulteriormente il quadro c'è stata poi la questione delle liste, tanto per la Serie A quanto per la Champions. Con i 17 posti per gli Over 22 al completo, il Napoli non ha potuto chiudere l'acquisto di Zeballos, già bloccato da tempo, e ha dovuto rinunciare a Gabriel Jesus, che avrebbe dato un senso diverso a questo mercato. Badiashile è stato invece tesserato grazie all'esclusione di Buongiorno, che dovrà pur essere reinserito in lista una volta guarito dall'infortunio: a quel punto, però, bisognerà capire chi sarà sacrificato.

Ed è proprio sul fronte delle liste che il Napoli, probabilmente, avrebbe potuto giocare meglio le sue carte.

Napoli, i fantasmi dell'estate 2023

SSC Napoli Training Camp
DIMARO, ITALIA - 21 LUGLIO: Giovanni Manna, Direttore Sportivo della SSC Napoli, parla al telefono durante una seduta di allenamento nel ritiro pre-campionato del club a Dimaro Folgarida, Italia, il 21 luglio 2026. (Foto di SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Perché, al netto di tutti gli impedimenti, il Napoli ha affrontato questo mercato con una convinzione: avere già una squadra forte e competitiva, che non aveva nulla da migliorare. Lo aveva detto il ds Manna dal ritiro di Dimaro: "La qualità della rosa per noi c'è. Prendere giocatori che non aggiungono valore oggi non ha senso". E prima ancora aveva sentenziato De Laurentiis: "Secondo me non dobbiamo comprare nessuno". Da qui alla superbia, il filo è sottilissimo se non inesistente.

A mercato concluso, possiamo dire che è andata esattamente così. Ma il Napoli poteva davvero permettersi di considerarsi già a posto?

La domanda è inevitabile soprattutto perché la memoria porta all'estate del 2023. Il Napoli era fresco di vittoria del terzo scudetto e anche allora De Laurentiis scelse di non operare, convinto che una squadra capace di vincere il campionato non avesse nulla da migliorare. Il mercato portò soltanto Natan, Cajuste e Lindstrom. Poi la squadra si sgretolò tra le mani di Rudi Garcia, Calzona e Mazzarri e chiuse il campionato al decimo posto. Un disastro.

Ciò non significa che la storia debba necessariamente ripetersi. Ma significa che la lezione del 2023 - di cui De Laurentiis si assunse parziali responsabilità e da cui disse di aver imparato - avrebbe dovuto suggerire un atteggiamento diverso. Ma pare proprio che chi nasca tondo, non possa morire quadrato.

Napoli, davvero non si poteva fare di più sul mercato?

Con buona pace di Favasuli, che comunque vedrà il campo relativamente poco, l'acquisto di Badiashile presenta diverse sfumature grigie. Parliamo di un giocatore dal grande potenziale ai tempi del Monaco, che poi si è perso nei tre anni al Chelsea e che nelle ultime due stagioni ha trascorso più tempo infortunato che in campo. Un giocatore che ha inoltre svolto soltanto in parte la preparazione estiva e oggi non è ancora utilizzabile per il ritardo di condizione. L'operazione sarà stata sicuramente vantaggiosa per formula e costi, ma il punto è un altro: non c'era davvero soluzione migliore per sostituire Buongiorno?

E in generale, al netto di tutte le problematiche elencate sopra, ma davvero non si è potuto fare nulla in più?

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Anche sul capitolo liste il Napoli si è trovato a fare i conti con alcuni acquisti dell'era Conte. Milinkovic-Savic, Lang, Lucca e Giovane sono giocatori che hanno occupato slot preziosi e che la società avrebbe probabilmente ceduto volentieri in presenza di offerte adeguate. Il problema è che il Napoli continua a faticare nel piazzare i propri calciatori in uscita, anche in un contesto in cui tutto sembra possibile. Eppure sarebbe bastato un incastro apparentemente semplice: sacrificare Milinkovic-Savic e puntare su un secondo portiere Under 22 per liberare uno slot Over di grande importanza.

Per il Napoli sarebbe stata la giusta occasione per provare a svecchiare un po' la rosa dopo anni in cui l'età media non ha fatto altro che alzarsi. Magari portando proprio quel profilo offensivo che aveva chiesto Allegri o quel centrocampista fisico che manca come alternativa ad Anguissa. E invece, anche su questo fronte si è scelto di non far nulla.

Il Napoli è davvero forte e competitivo come dice De Laurentiis?

Tirando le somme, il Napoli non solo non si è rinforzato, ma esce probabilmente indebolito da questa sessione mercato, che rientrerà per forza di cose tra le peggiori dell'era De Laurentiis.

Gli unici due acquisti non hanno alzato il valore di una rosa che nel frattempo ha perso Gutierrez, Lukaku e Buongiorno per metà stagione. La squadra resta indubbiamente forte, ma da qui a considerarla una macchina perfetta e non migliorabile, ce ne vuole.

Eppure sarebbe bastato poco. Nessuna rivoluzione, ma un paio di colpi mirati per aggiungere qualità, esperienza e profondità. Due nomi affidabili e di spessore, senza fare spese sconsiderate, a maggior ragione considerando tutte le premesse. Lo dimostra l'Inter, che ha aggiunto anno dopo anno giocatori come Mkhitaryan, De Vrij, Acerbi, Sommer, Akanji e, in ultimo, Stones. Non necessariamente stelle, ma uomini di esperienza e livello internazionale capaci di aumentare progressivamente la competitività della rosa.

SSC Napoli v Como 1907 - Serie A 2026/27
NAPOLI, ITALIA - 30 AGOSTO: Massimiliano Allegri, allenatore del Napoli, reagisce durante la partita di Serie A tra SSC Napoli e Como 1907 allo stadio Diego Armando Maradona, il 30 agosto 2026 a Napoli, Italia. (Foto di Francesco Pecoraro/Getty Images)

Dopo un ventennio di lavoro per arrivare ai vertici, per il Napoli era il momento di aggredire, di mostrare di volerci rimanere. E invece è subentrata ancora una volta quella sufficienza già vista e rivista in tante occasioni in passato. Quel braccino corto che ancora una volta comporta un passo indietro. Considerarsi a posto così a inizio luglio, per i successivi dieci mesi, significa scegliere di ignorare gli imprevisti che una stagione nasconde. Significa non considerare il dispendio richiesto da 50 e più partite al ritmo di una ogni tre giorni.

E al 2 settembre, dopo appena due partite giocate, basta l'assenza di McTominay per trovarsi a giocare le partite con Inter e Arsenal con un centrocampo risicato. E allora, se le cose andranno male non sarà soltanto sfortuna. Sarà anche la conseguenza di una scelta: conoscere i limiti e decidere di ignorarli.

Mentre il Napoli ha scelto di rimanere fermo su sé stesso, le altre hanno fatto passi in avanti. La Roma su tutte, ma anche il Como, che ha già dettato legge nello scontro diretto. Il Milan e la Juventus sono entrambe a punteggio pieno, pur avendo ancora qualcosa da rodare.

La lotta per il quarto posto sarebbe stata complicata a prescindere. Ma l'impressione è che il Napoli abbia scelto di rendersela ancora più complicata.

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