Attraverso le loro esperienze, i due ex calciatori hanno raccontato i valori dello sport e dell'amicizia unendo parole al campo nel segno del ricordo

IMG-20260811-WA0030

Iaquinta e Delvecchio ospiti del Memorial Andrea Nardulli

Si è svolto nella giornata dell'11 agosto 2026 presso il campo ASD La Serra a Mola di Bari in Puglia la quarta edizione Memorial Andrea Nardulli, un appuntamento che anche quest’anno ha saputo riunire tantissime persone nel ricordo di Andrea. Una partecipazione importante, sia da parte di chi ha contribuito all’organizzazione dell’evento sia da parte del pubblico, che ha voluto essere presente per condividere una giornata all’insegna dello sport, dell’amicizia e della memoria.

Ricordi, sport ed emozioni: il Memorial è un successo

Il Memorial, nato dalla volontà degli amici e della comitiva di Andrea di mantenere vivo il suo ricordo, ha visto il calcio e il beach volley accompagnare una giornata nella quale, al di là dei risultati sportivi, ciò che ha contato maggiormente è stata la possibilità di ritrovarsi e sentirsi ancora una volta uniti.
Memorial Andrea Nardulli

A rendere ancora più speciale l’appuntamento sono stati gli interventi di Vincenzo Iaquinta e Gennaro Delvecchio, due ex calciatori che hanno scelto di partecipare alla giornata e di condividere il proprio pensiero nel ricordo di Andrea. Le loro parole hanno dato seguito a quelle della mamma di Andrea, intervenuta nell’occasione con una testimonianza capace di riportare al centro dell’evento il significato più profondo del Memorial: il valore dei legami, dell’affetto e di un'amicizia che continua a vivere anche attraverso il ricordo.

Memorial Andrea Nardulli
Memorial Andrea Nardulli

A prendere per primo la parola è stato Iaquinta: "È un piacere enorme essere qua con voi. Sono molto emozionato e sentire una mamma così che parla per il proprio figlio per me è una cosa, insomma, brutta. Però oggi siamo qua per ricordare Andrea. Per me è un onore essere qui, però vedendo tutta questa gente vuol dire che Andrea è un ragazzo speciale e quindi oggi son convinto che Andrea è qui con noi. Io e Gennaro abbiamo fatto una carriera dove siamo partiti come tutti i bambini, ci vuole prima di tutto la passione e poi piano piano più vai avanti più vedi che il talento cresce e più ci credi. Ai ragazzi di oggi e ai bambini soprattutto dico di andare al campo e divertirsi, avere passione e poi il resto viene da solo".

Memorial Andrea Nardulli
Memorial Andrea Nardulli

Il campione del mondo 2006 ha proseguito dichiarando: "Se un ragazzino ha qualità, prima o poi arriva a giocare ad alti livelli. Deve essere così perché il calcio italiano sta cambiando in peggio perché perché nei settori giovanili non si lavora più come prima. Adesso un allenatore pensa a vincere e non pensa al ragazzo, alla crescita e pensa nei moduli e e così non si può andare avanti. Bisogna cambiare il calcio italiano partendo naturalmente dai settori giovanili".

Iaquinta: "Manninger ragazzo straordinario"

"Quando si parla di gruppo bisogna essere uniti perché senza gruppo non vede nessun parte, un giocatore non fa vincere la proprie squadre, è il gruppo che fa vincere tutto e e questo l'abbiamo dimostrato noi nel nel 2006 perché avevamo un gruppo fantastico, un allenatore e veramente mentalmente fortissimo, anche perché se ti ricordi del 2006 c'era la questione di Calciopoli e siamo partiti da Coverciano in un momento in cui la gente non puntava un euro su di noi".

"Il mister è stato fortissimo a fare gruppo e siamo partiti per la Germania convinti di vincere il mondiale, perché bisogna partire per vincere se vuoi vincere sennò puoi stare a casa. Abbiamo vinto la prima partita contro il Ghana, io fortunatamente sono riuscito a fare quel gol e poi piano abbiamo avuto sempre più sicurezza. Per me la finalissima è stata contro la Germania, perché giocare là in casa loro è stata una cosa devastante. Vincere quella partita è stata veramente fondamentale per poi andare a prenderci il mondiale".

Memorial Andrea Nardulli
Memorial Andrea Nardulli

"Il gruppo e purtroppo la vita è questa qua e ognuno di noi ha il proprio destino. Io mesi fa ho perso un amico che era Alexander Manninger, io con lui alla Juve andavo a pescare, ero un ragazzo straordinario. Quando ho ho avuto la notizia che aveva fatto quel tremendo incidente non ci potevo credere, però purtroppo bisogna bisogna avere la forza di andare avanti. Io ho perso 7 anni fa anche mia mamma che era giovane, aveva 56 anni. Sono persone che vivono dentro di noi sempre, ogni giorno, anche se non sono presenti e bisogna andare avanti. Ho cercato di portare qui la tua di esperienza da calciatore".

Delvecchio: "Amiamo i nostri figli per quello che sono"

Successivamente ha preso la parola Delvecchio: "Buonasera a tutti, innanzitutto non mi aspettavo tutta questa gente e naturalmente il discorso della mamma di Andrea mi ha spiazzato molto, anche perché abbiamo dei figli e quindi ti immagini queste situazioni e diventa difficile poi ipotizzare determinate situazioni. Quello che io consiglio ai genitori è di non stare troppo addosso ai ragazzi, di non far sentire loro troppa pressione perché questa pressione non porta da nessuna parte. Come dice Vincenzo, lasciamo giocare i ragazzi in santa pace, non li carichiamo perché ormai questo è un mondo di di pressioni esterne elevate che abbiamo questo. Mi permetto di dire che anche a volte l'attaccamento al telefono ogni tanto ci manda in tilt tutti quanti, sia adulti che i più piccoli. Capita che i ragazzini vedono video di calciatori e di grandi traguardi raggiunti, ma non c'è niente di vero tante volte sul telefono".

"Quello che io vi consiglio è di dare tanto affetto ai propri figli e facciamo fare loro quello che vogliono fare, senza pressioni, senza agitazioni, perché la vita è preziosa. Amiamo i nostri figli per quello che sono. Grazie ad Andrea perché oggi sto vivendo delle emozioni particolari che e mi fanno tornare sulla terra, perché tutti noi abbiamo bisogno di tornarci. Grazie e un saluto ad Andrea."

Le testimonianze raccolte durante la giornata hanno così aggiunto un ulteriore significato a un evento che, giunto alla sua quarta edizione, è ormai diventato un appuntamento importante per tutti coloro che hanno conosciuto e voluto bene ad Andrea.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti