L'ex attaccante di Milan e Parma ha ricordato Franco Baresi e ha parlato dei nuovi acquisti del Diavolo
Spettacolo Pisa, il discorso commovente di Inzaghi prima della festa
Filippo Inzaghi sta preparando il suo Palermo al campionato di Serie B. Anche la sua squadra, parte del City Group, è in tourneè in Australia assieme a Milan e Inter. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato della sua ex squadra, del campionato di Serie A e di tanto altro.
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Inzaghi: "Spero nell'esplosione di un attaccante italiano"
Le prime parole dell'intervista l'ex attaccante le dedica a Franco Baresi, uno dei suoi idoli: "Era l'idolo di mio padre. Avrei voluto essere al suo funerale, ma ero in viaggio per l'Australia. Ho ancora la sua maglia di Parma-Milan del 24 marzo 1996: ero giovane, ma lui volle la mia e diventò ancora di più un mito. Per me è stato il più grande difensore della storia". Inevitabilmente poi, si parla del Milan attuale e futuro: "Da milanista speravo che lo scorso anno riuscisse a tornare in Champions League".
E si augura che Amorim e che il nuovo nove del Diavolo facciano bene: "Ramos e Gila sono dei bei rinforzi. Il portoghese si muove bene e ha il gol nel sangue. Speriamo che quest’anno l’attaccante sia quello giusto e che quella maglia numero 9 gli porti fortuna. Amorim? Mi auguro che con lui i rossoneri possano competere e tornare in alto, ai livelli che gli spettano".
Il tecnico dei rosanero, inoltre, ritiene che il campionato di Serie A sarà combattuto: "Mi aspetto un torneo molto equilibrato. L’Inter parte davanti a tutti perché ha vinto lo scudetto e ha una squadra molto attrezzata. La Juventus sta completando molto bene la rosa e anche il Napoli ha un organico importante". E riflette poi, sugli altri attaccanti del nostro campionato, Vlahovic e Lautaro: "Il serbo le sue opportunità le ha avute, secondo me. Magari starà riflettendo e cercando una soluzione. Penso che possa ancora dire la sua, anche ad ali livelli. Lautaro è una garanzia ma questo anno mi aspetto l'esplosione di un bomber italiano. E ne abbiamo: da Scamacca, a Raspadori, Pio Esposito e Camarda".
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