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Il mondo arbitrale italiano finisce sotto la lente della Procura di Milano. Il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva nell’ambito di un’inchiesta sul campionato 2024-2025 che coinvolge arbitri, VAR e dirigenti federali. Dopo la notifica dell’avviso di garanzia, Rocchi ha deciso di autosospendersi dal ruolo di responsabile della CAN, scelta condivisa con l’Associazione italiana arbitri per garantire serenità al gruppo. Stessa decisione anche per il supervisore VAR Andrea Gervasoni, anch’egli indagato. Al centro dell’indagine presunte pressioni e interferenze nelle decisioni arbitrali, in particolare su episodi chiave analizzati al VAR. La vicenda riporta alla memoria i fantasmi di Calciopoli, mentre la giustizia ordinaria prova a fare luce su eventuali condizionamenti nel sistema.
L’agenzia AGI: il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è indagato perché scelse arbitri graditi all’Inter in due gare del 2024/25 https://t.co/iPLs0Jd7XV
— Calcio e Finanza (@CalcioFinanza) April 25, 2026
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Rocchi, il caso Udinese-Parma: ombre sul VAR e sospetti di interferenze
L’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione si concentra su presunti condizionamenti nelle decisioni arbitrali, con particolare attenzione all’utilizzo del VAR. Tra gli episodi finiti sotto esame c’è la partita Udinese-Parma del 1° marzo 2025, giocata mentre il campionato entrava nella fase decisiva. Nella sala VAR di Lissone, secondo quanto emerge anche da materiale video acquisito agli atti, si sarebbe verificata una situazione anomala: durante la revisione di un possibile tocco di mano in area, uno degli arbitri VAR, Daniele Paterna, dopo aver inizialmente escluso il rigore, si gira verso l’esterno della stanza chiedendo conferme. Subito dopo, il direttore di gara viene richiamato per una “on field review”, che porterà poi all’assegnazione del penalty.Clicca sull'immagine per maggiori dettagli sul palinsesto offerto da Bet365.
L’ipotesi investigativa è che qualcuno dall’esterno possa aver influenzato la decisione, violando il principio di isolamento operativo della sala VAR. In questo contesto, la posizione dello stesso Paterna si è aggravata: inizialmente ascoltato come testimone, è stato successivamente indagato per falsa testimonianza. La normativa prevede infatti che nessuno possa interferire con il lavoro degli ufficiali VAR, né accedere o comunicare durante le revisioni. Proprio a seguito di segnalazioni su episodi simili, erano state introdotte nuove regole interne per tracciare la presenza di dirigenti e osservatori nella struttura di Lissone, segno di un clima già teso all’interno del sistema arbitrale italiano.
Dalla gomitata di Bastoni al rigore di Modena: VAR nel mirino
Un altro episodio chiave riguarda la partita Inter-Verona dell’8 gennaio 2024, già al centro di polemiche sportive. In quella occasione, il VAR non intervenne su una gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni ai danni di Duda, azione che precedette il gol decisivo dell’Inter. Secondo gli inquirenti, uno degli addetti VAR avrebbe omesso di richiamare l’arbitro all’on field review nonostante la potenziale irregolarità dell’azione. Anche questo episodio rientra nel quadro più ampio dell’indagine, che ipotizza una gestione non trasparente di alcune decisioni chiave. Parallelamente, sotto osservazione è finita anche la partita Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025. In questo caso, il supervisore VAR Andrea Gervasoni avrebbe sollecitato l’addetto VAR a richiamare l’arbitro per la revisione di un rigore poi assegnato.
Un comportamento che, secondo l’accusa, configurerebbe un’ingerenza indebita nel processo decisionale arbitrale. L’inchiesta si muove dunque su più fronti e coinvolge non solo singoli episodi, ma l’intero sistema di gestione arbitrale, inclusi rapporti interni tra AIA, FIGC e organi tecnici. Il riferimento al reato di frode sportiva richiama inevitabilmente il precedente di Calciopoli, anche se al momento si tratta solo di ipotesi investigative. Saranno gli sviluppi giudiziari a chiarire se si sia trattato di illeciti, violazioni regolamentari o semplici irregolarità senza rilevanza penale. Nel frattempo, l’autosospensione di Rocchi e Gervasoni rappresenta un segnale forte in un contesto già attraversato da tensioni e sospetti.
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